CONTAGIO di LIBERTÀ FIEREZZA E CORAGGIO Sabato 28 marzo

IL FILO ROSSO la Parola nel tempo della distanza CONTAGIO di LIBERTÀ FIEREZZA E CORAGGIO Sabato 28 marzo Giovanni 7, 40-53 Volevano arrestare Gesù, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono dai capi dei sacerdoti e questi dissero loro: Perché non lo avete condotto qui? Risposero le guardie: mai un uomo ha parlato così!Filo rosso. Bellissima l’autodifesa delle guardie: Nessuno ha mai parlato come lui!Non è soltanto ammirazione. Gesù, uomo libero come nessuno, ha già contagiato le guardie di libertà, di fierezza, del coraggio di opporsi a ordini sbagliati.Mai un uomo ha parlato così: Gesù non lasciava indifferente nessuno.Gandhi dice che nel vangelo ci sono le parole più alte pronunciate nella storia dell’umanità. Parole di cui non si vede il fondo. Non credete a chi dice che le parole sono soltanto parole: le parole cambiano la gente, disegnano mondi, fanno nascere sogni.Gesù parlava della vita con parole proprie della vita, non con teorie fumose. Non usava mai frasi fatte. Nei suoi discorsi c’erano pani, ulivi, pesci, agnelli, il lago, vedove, profumo, prendeva le cose piccole della vita e nascevano parabole infinite, fiorivano cieli popolati da prostitute perdonate e da pubblicani in festa.Ascoltarlo era rimanere accesi. E forse non capivano granché, ma c’era un calore, una profondità, una lucentezza che toglieva il fiato. Gesù parlava dell’amore con amore, noi ne parliamo con sospetto e tanti distinguo. Lui era diritto e caldo come un raggio di sole: sì sì, no no.Era un uomo felice, perché ricco di immaginazione: inventa parabole indimenticabili.Era un uomo felice perché non gli interessava indottrinare nessuno, voleva i suoi pensatori e poeti della vita.Era talmente uomo, che i suoi ragazzi dissero: un uomo così non può essere che Dio.

Pubblicato da Ermes Maria Ronchi su Sabato 28 marzo 2020

IL FILO ROSSO la Parola nel tempo della distanza CONTAGIO di LIBERTÀ FIEREZZA E CORAGGIO Sabato 28 marzo Giovanni 7, 40-53 Volevano arrestare Gesù, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono dai capi dei sacerdoti e questi dissero loro: Perché non lo avete condotto qui? Risposero le guardie: mai un uomo…

I commenti al Vangelo della domenica sono due: il primo per i social il secondo per Avvenire In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo…

FILO ROSSOla Parola nel tempo della distanzaODORE DI CROCEVen 27 marzo Giovanni 7,1-2.25-30Gesù non voleva più percorrere la Giudea perché i giudei volevanoucciderlo. Tuttavia per la festa salì anche lui a Gerusalemme, nonapertamente, ma quasi di nascosto. Alcuni dicevano: non è costui quelloche cercano di uccidere? Ecco, parla liberamente e non gli dicono nulla.Filo rosso.L’ombra della croce già mette radici: i capi dei Giudei volevano ucciderlo.Ma perché ucciderlo? Perché decretarne la morte? E il rifiuto, perché?Una prima risposta: lo scontro era frontale, Gesù li denunciava comemoneta falsa, dei commedianti della fede, che impedivano alla gente diarrivare a Dio. Lui portava la rivoluzione: Dio per le strade di Galilea,dentro le case dei poveri, principi del regno, dentro le ferite di chi soffre.Un secondo motivo: ecco che tutto il popolo gli va dietro! I capi stannoperdendo consensi, i numeri calano. C’erano sempre stati rivoluzionari,profeti e oppositori in Israele, il fatto nuovo è che Gesù lo seguono in tanti.A questo punto la domanda si fa ancora più incisiva e più bella: perché lagente lo seguiva? E io, perché?Perché sentivano aria di libertà, ossigeno buono. Diceva che era possibilevivere meglio, per tutti, e lui ne possedeva il segreto.Sentivano battere il cuore, quando parlava loro di Dio come di un Padreesperto in abbracci. Era la rivoluzione della tenerezza, la buona notizia chel’amore è la sola regola.L’amore, che non da una spiegazione, ma guarisce. Che è il motore che faripartire la vita. La bilancia su cui si pesa la felicità. L’unica cosa chemerita di non morire, forte di una vita indistruttibile, quella di Dio, capacedi attraversare i giorni, e tutta l’eternità.

Pubblicato da Ermes Maria Ronchi su Giovedì 26 marzo 2020

FILO ROSSO la Parola nel tempo della distanza ODORE DI CROCE Ven 27 marzo Giovanni 7,1-2.25-30 Gesù non voleva più percorrere la Giudea perché i giudei volevano ucciderlo. Tuttavia per la festa salì anche lui a Gerusalemme, non apertamente, ma quasi di nascosto. Alcuni dicevano: non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, parla…

FILO ROSSOla Parola nel tempo della distanzaLO FARAI FELICECon Maria c'è da perdere il cuoreMer 25 marzo 2020Annunciazione del Signore Luca 1,26-38L’angelo Gabriele, angelo migratore, vola via dall’altare del tempio, versouna casetta qualunque, un monolocale di povera gente.Straordinario e sorprendente viaggio: dalla Città Santa a un paesino senzastoria; dall’unico tempio a una casa come tante; dal sacerdote anziano auna ragazzina adolescente; da un maschio a una donna.Il vangelo comincia così: Dio esce dal sacro e si immerge nel quotidiano.Il cristianesimo inizia in una casa e non in una chiesa. Nella tua casa Dio tisfiora, ti tocca. Lo fa in un giorno di festa e di gioia, nei giorni dell’amoree in quelli delle lacrime. Dentro ogni abbraccio sta bene Dio.La casa, da dove non possiamo uscire in questi giorni, non è solo unrecinto, è una porta aperta sull’infinito, una finestra di cielo.1. Xaire. Gioisci, è la prima parola: sii lieta, sii felice Maria. L’angelonon dice: fai questo o quello, obbedisci, prega. Semplicemente: gioisci.Apriti alla gioia come una porta si spalanca al sole. Ti annuncio un Diofelice.2. Piena di grazia. Che vuol dire: amata per sempre. E’ il suo veronome, ed è anche il nostro nome, il mio: ognuno, come lei, amato persempre. Per come è, per quello che è. Prima di ogni risposta.3. Il Signore è con te. Quando nella Bibbia Dio dice a qualcuno “io sonocon te” gli sta consegnando un futuro bellissimo e arduo (R. Virgili). Tuofiglio sarà il figlio di Dio. Nel buio del tuo grembo verrà la luce delmondo. Miriam è stordita: come è possibile? Quell’angelo dice eresie. Dioè uno solo, non ha figli.4. E l’angelo “Non temere Maria” se l’infinito si nasconde in un pugnodi carne, in una perla di sangue nel tuo grembo. Non temere le nuovestrade di Dio, che diventa bambino, vagito, fame di latte, occhi sgranati,mano piccolissima che si tende verso di te. Non temere questo Diobambino, che vivrà perché tu lo amerai. Lo nutrirai di latte, di carezze, disogni. E lo farai felice.5. Allora Maria dice: Eccomi sono la serva, avvenga davvero quello che tudici. Nella bibbia il ‘servo del re’ è il secondo dopo il re; e la regina è la‘serva del re’, la prima collaboratrice. Eccomi, io ci sono, io non scappo. Iltuo sogno sarà il mio sogno. Tu il Dio dell’alleanza, e io l’alleata del Diodelle alleanze.Ogni mattina che ci è donata da vivere è la nostra annunciazionequotidiana. E il luogo dove accade è la nostra casa. Lì vengono angeli.

Pubblicato da Ermes Maria Ronchi su Martedì 24 marzo 2020

FILO ROSSO la Parola nel tempo della distanza LO FARAI FELICE Con Maria c’è da perdere il cuore Mer 25 marzo 2020 Annunciazione del Signore Luca 1,26-38 L’angelo Gabriele, angelo migratore, vola via dall’altare del tempio, verso una casetta qualunque, un monolocale di povera gente. Straordinario e sorprendente viaggio: dalla Città Santa a un paesino…

IL FILO ROSSOla Parola nel tempo della distanzaVOGLIO QUALCUNO VICINO!mar 24 marzo 2020Gv 5,1-16Alla vasca delle pecore a Gerusalemme, Gesù vede un uomo che da 38anni è malato, sulla sua barella. Gli dice: “vuoi guarire?” E l’uomo: “non ho nessuno che mi aiuti”. E Gesù: “alzati, prendi la tua barella ecammina”. E subito l’uomo guarì, prese la sua barella e camminava.Attorno alla grande vasca, una babele di uomini sofferenti, ciechi, zoppi,lacrime, come uno dei nostri ospedali di questi tempi, stracolmi di malati edi dolore.Gesù passa, vede, si abbassa: è uno che da trentotto anni è immobile su diuna barella. “Vuoi guarire?” Domanda superflua, scontata. Ma non lo è larisposta dell’uomo: “non ho nessuno che mi aiuti”. Nessuno che lo prendaper mano, che lo tiri su, che lo sollevi. Come in un cattivo sogno, arrivasempre tardi, perché si trascina da solo. Questo fa male. Prima malattia: 38anni di solitudine.-Vuoi guarire?- Sì, voglio qualcuno vicino.La guarigione comincia così, con uno che si avvicina, si ferma e parla.Penso con gratitudine a quanti nei nostri ospedali in questo momento,uomini e donne dietro mascherine e visiere, occhi buoni e forti, nonlasciano soli i malati, li curano, vicini. Come faceva Gesù. Ed è così checominciano a guarire.La nostra umanità si gioca qui, nel fare come Lui, che si prende cura delfratello più debole.

Pubblicato da Ermes Maria Ronchi su Lunedì 23 marzo 2020

Con p.Ermes e Marina Marcolini, per stare insieme intorno alla Parola in questi giorni “senza”. IL FILO ROSSO la Parola nel tempo della distanza VOGLIO QUALCUNO VICINO! mar 24 marzo 2020 Gv 5,1-16 Alla vasca delle pecore a Gerusalemme, Gesù vede un uomo che da 38 anni è malato, sulla sua barella. Gli dice: “vuoi…

IL FILO ROSSOla Parola nel tempo della distanzaIL CAPITANO CORAGGIOSO DEL RELun 23 marzo 2020Gv 4,44-54Un funzionario del re si recò da Gesù per chiedergli di scendere aCafarnao, a guarire suo figlio che stava per morire. Signore, scendi primache il mio bambino muoia. Gesù gli rispose: va’, tuo figlio vive.Filo rossoLeggo sempre con piacere il racconto di miracoli. Mi piacciono i malatiche pregano, toccano, gridano; alle volte non dicono niente, mandanoavanti degli amici. Mi piacciono i genitori-coraggio di bambini che stannomale: cercano Gesù, lo inseguono, lo fermano.Alla scuola della strada, Gesù incontra maestri d’amore.Voler bene, questo è il miracolo della vita.E mi piace Gesù che prova dolore per il dolore dell’uomo, e amore per iloro amori: è il terreno dove il miracolo scende e si annida, come un semenella terra, e ne germogliano pane, affetto, salute, abbracci.E’ facile e giusto pregare quando il dolore ci artiglia, come in questi giorni durissimi: sono lacrime spremute dalle spine nel cuore. Ma, come il papà del vangelo, sta a noi coltivare gli affetti, primo terreno di incontro con Dio.Immagino la preghiera come un bambino che, quando vede mamma opapà, allarga le braccia e sorride, e ripete più volte, saltando sul letto, lasera: ciao, buonanotte, vi voglio bene,e una volta non basta e la ventesima è come la prima…Se avremo questa fede, potremo guarire il cuore, e curare la vita.

Pubblicato da Ermes Maria Ronchi su Lunedì 23 marzo 2020

 Con p.Ermes e Marina Marcolini, per stare insieme intorno alla Parola in questi giorni “senza”. IL FILO ROSSO la Parola nel tempo della distanza IL CAPITANO CORAGGIOSO DEL RE Lun 23 marzo 2020 Gv 4,44-54 Un funzionario del re si recò da Gesù per chiedergli di scendere a Cafarnao, a guarire suo figlio che…

Vangelo di Domenica 22.03.2020

Cari amici,anche questa domenica io, noi, ci siamo. Ecco il video commento al Vangelo del 22 marzo (con le voci e i volti di Marina Marcolini e miei).Grazie se vorrete unirvi a questa nostra comunità, per aiutarci a sperare e a farci forza insieme.Un particolare grazie ad Maria Teresa Totti che ha prestato la sua voce per una significativa lettura di un testo di Luca Basso e a Daniele Marcolini per le foto.

Pubblicato da Ermes Maria Ronchi su Domenica 22 marzo 2020

Anche questa domenica io, noi, ci siamo. Ecco il video commento al Vangelo del 22 marzo (con le voci e i volti di Marina Marcolini e miei). Grazie se vorrete unirvi a questa nostra comunità, per aiutarci a sperare e a farci forza insieme. Un particolare grazie ad Maria Teresa Totti che ha prestato la…

☕🌻CAFFÈ SPIRITIALE🌻☕Commento al Vangelo e alle letture di oggi20 marzo 2020con @Marina Marcolini

Pubblicato da Ermes Maria Ronchi su Giovedì 19 marzo 2020

Con p.Ermes e Marina Marcolini, per stare insieme intorno alla Parola in questi giorni “senza”. Marco 12, 28-34 Qual è il più grande comandamento? Lo sapevano tutti in Israele qual era: tra i dieci, il terzo: ricordati di santificare il Sabato. Gesù spiazza e va oltre: non cita nessuna delle dieci parole, prende quella cosa…

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