Le parabole di Marco: Vangelo e terra madre: è il suggestivo titolo scelto per il ciclo di conferenze del 2018 sul Vangelo di Marco, che sarà tenuto, nel convento di Santa Maria del Cengio a Isola Vicentina, da p. Ermes Ronchi, biblista e teologo, e Marina Marcolini, docente e scrittrice. Si comincia il 3 febbraio con il primo incontro, dal titolo Di terra e di semi, si prosegue il 3 marzo (La sapienza degli alberi) e si conclude il 28 aprile (Il Dio contadino e l’arte di far nascere), sempre alle ore 18, con entrata libera. Nel Vangelo di Marco, il più antico, le parabole sono pochissime, infatti l’attenzione di questo evangelista è rivolta molto più ai gesti di Gesù che ai suoi discorsi. Ciò nonostante, Marco afferma che Gesù parlava solo in parabole. Colpisce perciò il fatto che nella ridottissima selezione da lui operata ben 4 parabole su 6 in totale siano attinenti alla sfera della terra, del mondo vegetale e dei lavori agricoli. Questi temi assumono dunque un’importanza cruciale: in pratica, il Vangelo di Marco riassume buona parte dell’insegnamento di Gesù in immagini di terra e di semi, di vigne e orti nei quali i contadini si affaticano nell’arte di far nascere, fiorire e fruttificare. In una società come la nostra, che si è bruscamente allontanata dalla terra e dal mondo agricolo, tutto questo può suonare estraneo e si rischia così di non comprendere bene le dinamiche del messaggio. Gesù ci invita a chinarci verso la terra e osservare il mistero del germoglio e della vita, per imparare a trasformare il nostro cuore in terreno buono, che produce spighe e pane, per diventare giardinieri, gente che si prende cura del prossimo e della terra per aiutarli a fiorire.

Dopo l’uscita dell’enciclica di papa Francesco a Laudato si‘, parlare della terra e delle sue creature non può non aprire orizzonti vastissimi. «Noi siamo terra», scrive Francesco, la terra è nostra madre, tutto è interconnesso; anche il più piccolo essere vivente ha qualcosa da dirci: «tutto l’universo materiale è un linguaggio dell’amore di Dio. Tutta la natura, oltre a manifestare Dio, è luogo della sua presenza. Contemplare il creato è ascoltare un messaggio che Dio ci vuole comunicare. Io esploro la mia sacralità decifrando quella del mondo».

Il ciclo di conferenze rientra nelle numerose e diversificate attività organizzate dalla Casa dei sentieri e dell’Ecologia integrale, l’associazione che ha sede nel Convento di Santa Maria del Cengio e si propone di diffondere, approfondire, sperimentare le ricche e stimolanti piste della Laudato si’.

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