PREGHIERA

Dio onnipotente
che sei presente in tutto l’universo
e nella più piccola delle tue creature,
Tu che circondi con la tua tenerezza
tutto quanto esiste,
riversa in noi la forza del tuo amore
affinché ci prendiamo cura
della vita e della bellezza.
Inondaci di pace,
perché viviamo come fratelli e sorelle senza nuocere a nessuno.
O Dio dei poveri
aiutaci a riscattare gli abbandonati
e i dimenticati di questa terra
che tanto valgono ai tuoi occhi.
Risana la nostra vita,
affinché proteggiamo il mondo
e non lo deprediamo,
affinché seminiamo bellezza
e non inquinamento e distruzione.
Tocca i cuori
di quanti cercano solo vantaggi
a spese dei poveri della terra.
Insegnaci a scoprire il valore di ogni cosa,
a contemplare con stupore
a riconoscere che siamo profondamente uniti
con tutte le creature
nel nostro cammino verso la tua luce infinita.
Grazie perché sei con noi tutti i giorni.
Sostienici per favore nella nostra lotta
per la giustizia, l’amore e la pace.
(Francesco)


L’OTTAVA OPERA DI MISERICORDIA
“La Cura della Casa Comune”

20 NOVEMBRE 2016
ULTIMA DOMENICA DELL’ANNO LITURGICO

Mentre si conclude ufficialmente l’Anno della Misericordia, desideriamo raccogliere e rilanciare la forza di cambiamento che ha fatto sorgere, non lasciarne svanire il sogno.

Lo facciamo aderendo a una intuizione di papa Francesco, in bella sintonia con i cammini della nostra Comunità di Santa Maria.

L’OTTAVA OPERA DI MISERICORDIA

Il primo settembre, in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, Francesco ha proposto un complemento ai tradizionali elenchi delle 7 opere di misericordia spirituali e corporali: la misericordia verso la nostra casa comune.

Come opera di misericordia spirituale, essa richiede «la contemplazione riconoscente del mondo», che «ci permette di scoprire attraverso ogni cosa qualche insegnamento che Dio ci vuole comunicare».

Come opera di misericordia corporale, richiede i «semplici gesti quotidiani nei quali spezziamo la logica della violenza, dello sfruttamento, dell’egoismo, e si manifesta in tutte le azioni che cercano di costruire un mondo migliore».

La terra oggi assomiglia all’uomo bastonato sulla via da Gerusalemme a Gerico (Marina Marcolini): «l’uomo ha devastato senza esitazioni pianure e valli boscose, inquinato le acque, deformato l’habitat della terra, reso irrespirabile l’aria, desertificato spazi verdeggianti, compiuto forme di industrializzazione selvaggia, umiliando la terra, nostra dimora».

Per tutto questo «l’umanità ha deluso l’attesa divina» (Giovanni Paolo II). Da qui l’urgenza, che emerge fortemente dalla Laudato sì, di una conversione ecologica collettiva che ricrei l’armonia perduta. «Il mio prossimo è tutto ciò che vive», scrive il Mahatma Gandhi.

Questo nostro tempo ci chiede con urgenza di cambiare sguardo e di farci prossimi di tutto ciò che vive, di spalancare a spazi più vasti la nostra misericordia, che permette la vera conoscenza, che «non cerca di afferrare o controllare, ma rispetta il mistero dell’altro… una conoscenza amorosa che comporta umiltà e stupore davanti al mondo» (Denis Edwards). “

All’umanità è chiesto di dominare (Gen. 1,28) la natura come domina il Dominus, il Signore che di mestiere fa il vignaiolo e il pastore buono: è questa la nuova narrazione su cui possiamo costruire il mondo nuovo ed è una narrazione materna” (Marina Marcolini): «il dono, la cura, l’accoglienza dell’altro, nella convinzione che non esiste alcuna ricchezza al di fuori della vita stessa» (Bruna Bianchi).

UNA PROPOSTA

L’opera di misericordia urgente consiste nel “proteggere la nostra casa comune” (Laudato sì n.13) e per questo abbiamo bisogno di “una cultura della cura che impregni tutta la società ” (n.231), di una educazione capace di “creare una cittadinanza ecologica” (n.211) che sfoci in nuovi stili di vita poggianti sulla cura, la compassione, la sobrietà condivisa, l’alleanza tra umanità e ambiente, la corresponsabilità per tutto ciò che esiste (nn.203-208).

Per cercare di realizzare questa ottava opera di misericordia verso la casa comune, la comunità di Santa Maria propone una serie di laboratori aperti a tutti – che raccolgano la sfida per Nuovi Stili di vita, – che non si limitino alla sola ecologia ambientale, – che ricoprano tutti i campi del cambiamento ecologico: l’ambiente, l’economia, la società, la cultura, la vita quotidiana, la preghiera.

Questi laboratori dell’ottava opera di misericordia saranno condotti, con la competenza che gli è riconosciuta a livello internazionale, da Adriano Sella, “missionario del creato” e dalla sua équipe.

Il calendario dettagliato sarà diffuso in seguito e verrà pubblicato su questo sito.

© 2016 S.Maria del Cengio - Comunità dei Servi di Maria
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