Andiamo prodigiosamente leggeri, col passo del pellegrino
Vogliamo accogliere l’invito di D. M. Turoldo e della sua “Ballata del pellegrino”

Andiamo di primo mattino
usciamo dalla notte
Andiamo senza turbare
la luce che sorge e il canto
degli uccelli lungo la via.
Andiamo col passo del Pellegrino,
nel sacco appena un tozzo di pane
che inzupperemo all’acqua di fonte
sull’altipiano: la necessaria
eucarestia di Natura
E come usavano gli antichi oranti
dal “Tetto del mondo”, ognuno
appenda al proprio bastone
il velo della sua sospirata preghiera
e il vento la porti
nella direzione che vuole.
Andiamo leggeri, prodigiosamente leggeri,
per non offender la terra,
e nulla àlteri il ritmo
del misurato respiro.
E con l’alito appena
a bolle di luce diciamo
“Gesù, figlio di Dio”-
“abbi pietà di noi”-
perché tutta la terra
sia irrorata dalla
infinita pietà.
Tutte le ferite fasciate
colmate
tutte le solitudini.
O anche senza nulla pensare,
lasciare libero Iddio
che usi grazia
come a Lui piace:
poiché noi non sappiamo,
non sappiamo!
E’ già grazia
essere amati, e più ancora
lasciarsi amare; e scendere
al centro del cuore
e portare la veste nuziale
e tornare all’innocenza primeva,
tornare ad essere in pace.
Ricondurre la mente
al centro del cuore dove
finalmente celebrare l’incontro:
poiché là Egli innalza
la sua preferita dimora
la tenda dei suoi ozi,
per i giochi d’amore.
E fare del corpo
il castello
delle nozze!
Amen

Le parole di D. M. Turoldo ci guidano in un momento speciale che il Convento di S. Maria del Cengio vivrà in questo inizio del mese. Dal 30 settembre al 2 ottobre, infatti, si terrà una nuova edizione del trekking eco-biblico, condotto da fra Ermes Ronchi e Marina Marcolini.

Più di 30 persone cammineranno nei sentieri delle nostre colline e nei sentieri della Parola, con la piantina ad indicare la strada in una mano e la Bibbia in un’altra. Sarà l’occasione, per citare Papa Francesco, di cogliere “la sfida di scoprire e trasmettere la ‘mistica’ di vivere insieme, di mescolarci, di inontrarci, di prenderci in braccio, di appoggiarci, di partecipare a questa marea un po’ caotica che può trcasformarsi in una vera esperienza di fraternità, in una carovana solidale, in un santo pellegrinaggio…“.

Un’occasione che tutti potranno cogliere in una serata speciale intitolata “Per nuovi stili di vita”, organizzata sabato 1 ottobre, alle ore 20.45, oltre che nei momenti di condivisione previsti durante l’eucaristia del giorno dopo, alle 17.00 animata dai partecipanti al trekking “Il Cammino del Cuore”.


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“Il Dio che si rivela agli esclusi”
Dal 29 ottobre, un seminario con fra Ricardo Perez

L’anno scorso abbiamo ascoltato le sue riflessioni sull’Apocalisse e quest’anno toccherà un altro argomento di grande rilievo :
“Il Dio che si rivela agli esclusi” (Gv 4 – 9). C’è attesa, dunque, per il nuovo seminario di fra Ricardo Perez, che partendo da un’analisi dell’episodio della samaritana e del cieco nato affronterà uno dei temi centrali del Vangelo.

Orientativamente l’orario è il seguente: sabato 29 ottobre, dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 17.30.

Domenica 30 ottobre, dalle 8.45 alle 10.00, con, alle 10.30, celebrazione dell’Eucaristia presieduta da fra Ricardo Perez. Fra Ricardo, lo ricordiamo, ha fondato nel settembre del 1995, insieme a fra Alberto Maggi, il Centro Studi Biblici intitolato a “G Vannucci” ove collabora nello studio e nella diffusione del messaggio evangelico. Insegna alla Pontificia Facoltà Marianum (Roma), dove tiene un corso su Gesù e le istituzioni giudaiche e su Giovanni: Lettere e Apocalisse.


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La Via Matris, lungo le “scalette” Convento servi di maria – Santa Maria del Cengio
La storia della realizzazione dell’opera, iniziata nel 1938

Nell’adunanza degli iscritti al Terz’Ordine del 1 agosto 1937, padre Eligio Giacomozzi espose l’idea di erigere un’artistica Via Matris lungo la salita delle ‘scalette’ alla chiesa.

Quella doveva diventare la testimonianza di fede dei tanti terziari, di Isola e dei paesi circostanti, incentrati nell’associazione fondata sulla cengia e animata dalla vivacità di padre Eligio, allora Padre Correttore provinciale e locale dell’Associazione del Terz’Ordine.

Fin dalla sua prima enunciazione in convento, l’idea aveva convinto e subito era stata approvata dal priore.

Anche quel giorno le parole del frate furono persuasive e i terziari presenti accolsero la proposta promettendo la più generosa cooperazione. La fase di elaborazione coinvolse tutti.

Era necessario trovare ampio consenso, soprattutto per reperire i soldi necessari che, in quegli anni di penuria generale, scarseggiavano in ogni casa.

Gli interlocutori privilegiati furono gli aderenti alla locale associazione del Terz’Ordine, chiamati a contribuire con offerte in denaro e manodopera gratuita.

Fu affidato lo studio del progetto agli ingegneri Leonardo e Ascanio Pagello di Vicenza.

Si ricercò l’approvazione del commissario prefettizio del Comune di Isola. Si aggiunse l’incoraggiamento del vescovo. Infine il 18 luglio 1938 il capitolo conventuale approvò l’iniziativa.

I lavori di attuazione ebbero inizio subito. Già il 21 luglio, dopo il sopralluogo dell’ingegnere progettista che prese gli accordi con il capomastro Angelo Trentin, gli operai iniziarono lo scasso nel fianco della riva per ricavare un sufficiente spazio dove innalzare la cappella della prima stazione.

Il 4 agosto fu benedetta e posta la prima pietra con una cerimonia solenne presieduta dal priore generale dei Servi padre Alfonso M. Benetti. Padre Eligio, anima dell’opera, lesse la pergamena che doveva poi essere sepolta a ricordo dell’iniziativa : “Pietas et amor Servorum Mariae et fidelium erga perdolentem Virginem erexerunt”.

Assieme allo scritto dedicatorio furono consegnati alla memoria anche i nomi dei tanti terziari che avevano contribuito con le loro personali offerte.

La cappella in breve tempo fu conclusa. Nei mesi successivi furono disposte le nicchie incastonate nella roccia per le cinque stazioni.

Fu murata nell’alzato del basamento della chiesa la settima e ultima edicola. Intanto si definì meglio come rappresentare le scene dei dolori dell’Addolorata: l’originale idea di opere in bronzo fu abbandonata.

Allora venne commissionata alla ditta Battisti e Bazzanella di Sover (Trento) una scultura lignea evocante la Presentazione al tempio. Furono commissionati alla ditta di mosaici Gianese di Venezia sei quadretti rappresentanti i dolori della Madonna.

Per due anni si raccolsero le elemosine dei terziari, le offerte dei bozzoli furono destinati allo scopo, le filandiere contribuirono mettendo insieme una notevole somma accumulata via via con tanti piccoli versamenti, si chiese un contributo ai benestanti del paese.

All’arrivo dell’estate tutto era pronto e i festeggiamenti dell’inaugurazione furono fatti coincidere con la festività del 25 agosto 1939.

Quel giorno il Padre generale Alfonso M. Benetti ritornò a Isola per la benedizione finale dell’opera.

Un lunghissimo corteo composto dai terziari di Isola e dei paesi limitrofi e dagli associati al Terz’Ordine di Vicenza, di San Vito, di Priabona salì alla chiesa seguendo per la prima volta il nuovo cammino devozionale della Via Matris.

Da allora le scalette diventarono per tanti anni un percorso di meditazione e di preghiera lungo il quale, aiutati anche dalle immagini, tanti associati testimoniavano la devozione alla Madonna Addolorata.

Albano Berlaffa

© 2016 S.Maria del Cengio - Comunità dei Servi di Maria
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