IL FILO ROSSOla Parola nel tempo della distanzaIL CAPITANO CORAGGIOSO DEL RELun 23 marzo 2020Gv 4,44-54Un funzionario del re si recò da Gesù per chiedergli di scendere aCafarnao, a guarire suo figlio che stava per morire. Signore, scendi primache il mio bambino muoia. Gesù gli rispose: va’, tuo figlio vive.Filo rossoLeggo sempre con piacere il racconto di miracoli. Mi piacciono i malatiche pregano, toccano, gridano; alle volte non dicono niente, mandanoavanti degli amici. Mi piacciono i genitori-coraggio di bambini che stannomale: cercano Gesù, lo inseguono, lo fermano.Alla scuola della strada, Gesù incontra maestri d’amore.Voler bene, questo è il miracolo della vita.E mi piace Gesù che prova dolore per il dolore dell’uomo, e amore per iloro amori: è il terreno dove il miracolo scende e si annida, come un semenella terra, e ne germogliano pane, affetto, salute, abbracci.E’ facile e giusto pregare quando il dolore ci artiglia, come in questi giorni durissimi: sono lacrime spremute dalle spine nel cuore. Ma, come il papà del vangelo, sta a noi coltivare gli affetti, primo terreno di incontro con Dio.Immagino la preghiera come un bambino che, quando vede mamma opapà, allarga le braccia e sorride, e ripete più volte, saltando sul letto, lasera: ciao, buonanotte, vi voglio bene,e una volta non basta e la ventesima è come la prima…Se avremo questa fede, potremo guarire il cuore, e curare la vita.

Pubblicato da Ermes Maria Ronchi su Lunedì 23 marzo 2020


Con p.Ermes e Marina Marcolini, per stare insieme intorno alla Parola in questi giorni “senza”.

IL FILO ROSSO
la Parola nel tempo della distanza

IL CAPITANO CORAGGIOSO DEL RE
Lun 23 marzo 2020

Gv 4,44-54
Un funzionario del re si recò da Gesù per chiedergli di scendere a
Cafarnao, a guarire suo figlio che stava per morire. Signore, scendi prima
che il mio bambino muoia. Gesù gli rispose: va’, tuo figlio vive.

Filo rosso
Leggo sempre con piacere il racconto di miracoli. Mi piacciono i malati
che pregano, toccano, gridano; alle volte non dicono niente, mandano
avanti degli amici. Mi piacciono i genitori-coraggio di bambini che stanno
male: cercano Gesù, lo inseguono, lo fermano.
Alla scuola della strada, Gesù incontra maestri d’amore.
Voler bene, questo è il miracolo della vita.
E mi piace Gesù che prova dolore per il dolore dell’uomo, e amore per i
loro amori: è il terreno dove il miracolo scende e si annida, come un seme
nella terra, e ne germogliano pane, affetto, salute, abbracci.
E’ facile e giusto pregare quando il dolore ci artiglia, come in questi giorni durissimi: sono lacrime spremute dalle spine nel cuore. Ma, come il papà del vangelo, sta a noi coltivare gli affetti, primo terreno di incontro con Dio.
Immagino la preghiera come un bambino che, quando vede mamma o
papà, allarga le braccia e sorride, e ripete più volte, saltando sul letto, la
sera: ciao, buonanotte, vi voglio bene,
e una volta non basta e la ventesima è come la prima…
Se avremo questa fede, potremo guarire il cuore, e curare la vita.

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