SIMILITUDINI

sim03

Come gli altri

tu non sei:

altero ciascuno

l a propria accurata

longilinea verticalità

esibisce in muto

isolamento e indecifrabile:

hanno imparato forse

umane vicinanze d’immobili

solitudini i quattro cipressi

sul confine orientale

del convento sul colle

insieme a te radicati l’anno

milleottocentonovantacinque?

sim02

Come gli altri tu non sei

vegliardo cipresso

e non t’inorgoglisci

della sorprendente tua singolarità:

* non levigata in rigida compostezza

obbediente al disegno germinale

ma scarmigliata in bizzarre fantasie

di sempreverdi esilità ogni folata

la chioma ti movimenta:

e non ti imbarazza;

* ben tornito e carezzevole

non s’aderge il fusto abbraccio

invece di molteplici

germogli che stanno maturando

in non separata corposità

l’irregolare geometria

d’una conifera quale tu sei:

e non ti imbarazza.

Impareranno gli umani le similitudini

di libere alternative a provvisorie stabilità

onde impensate creatività movimentare?

impareranno le similitudini di spontanea

o necessaria comunanza

onde potenziate vivacità godere?

Come loro tu non sei

e ti rallegri d’impadronita ospitalità

* dell’edera aggressiva e vorace altrove

avvinta a te mite invece e timida

* e dell’anonimo virgulto appollaiato

su comoda forcella d’un ramo

– non importa se sosta una estate appena

grato della linfa che ha nutrito

il seme a te dal vento affidato-

* e del muschio sul fianco a settentrione

umida decorazione di vellutata bellezza

viatico ovunque per ogni domani atteso

* e dei raggi del sole sul fianco a mezzodì

e al tramonto -nella notte al plenilunio-

riverberati dal biancore di versatile corteccia

e dal luccichio delle bacche

di stagione in stagione sui rami feconde

* e della nidiata del fringuello …

ahimè oggi nessun volatile soggiorna

in tanta disponibilità tutti

forse decimati da umana inimicizia con il creato

forse inutilmente impauriti d’un luogo

di pace fiorito e di amicizia con le creature

-venti passi in là alloggiano quiete

divenute familiari luminose palombelle.

Impareranno gli umani le similitudini

di generosità nell’accoglienza

che abbellisce e sorprende?

Tu speri assennato

cipresso accasato sul ciglio del colle

che similitudini amino

le umane progettazioni

e porti alta con te la speranza

e fiducioso tu sussurri ad ogni passante:

davanti a me rifletti indagatore specchio.

fra Luigi De Candido

luigiosm@tin.it

Isola Vicentina

26 giugno 2016

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