…così lo Spirito, se ascoltiamo il suo sussurro, voce che non smette. Perché nessuno è solo, in nessuno dei giorni.

Giovanni 14, 15-16.23-26

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre. Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

Omelia al CONVENTO di p.Ermes 

Abbiamo sentito, nella prima lettura, il racconto della casa di fuoco, di un vento di coraggio che spalanca le porte e le parole. E la prima chiesa di Gerusalemme, che era arroccata sulla difensiva, viene lanciata fuori e in avanti.

La nostra chiesa oggi tentata, come la prima chiesa, di arroccarsi e difendersi, perché diminuiscono le vocazioni, calano i numeri, aumentano coloro che si dichiarano indifferenti o risentiti verso la chiesa, si litiga all’interno, per questa mia chiesa, amata e infedele, lo Spirito è sempre la stessa energia, imprudente e bellissima, di coraggio e fiducia.

Lo Spirito è Dio in libertà.

È l’ultima parola. Che rompe gli schemi, che si offre sempre come nuova, altra ad ogni altro: alla nave come costa, alla terra come nave.

Si offre al navigante come nostalgia di casa, all’uomo di casa come nostalgia del mare aperto.

Lo Spirito Santo è Dio in libertà, un vento nomade, che porta pollini dove vuole, là dove vuole primavere, che disperde le polveri.

Dio in libertà, che non sopporta statistiche. Gli studiosi cercano ricorrenze e schemi costanti. Dicono: nella Bibbia Dio agisce così. Non credeteci. Nella vita e nella Bibbia, Dio non segue mai degli schemi.

Dio in libertà Che inventa, apre, fa cose che non t’aspetti. Che dà a Maria un figlio fuorilegge, a Elisabetta un figlio profeta. E a noi dona, per sempre, tutto ciò di cui abbiamo bisogno per diventare, come madri, dentro la vita donatori di vita.

O santo vento,

 torna ancora libero e liberante

a turbare il nostro presente

con imprevedibili uragani,

 perché guardiamo fidenti

con la tua fantasia

oltre gli orizzonti brevi

dei nostri piccoli sogni

 verso nuove primavere

 

Il vangelo oggi riassume l’azione dello Spirito in tre parole:

1 il Paraclito, che resta con noi per sempre.

Parola strana, che racconta di una figura tipica dell’ordinamento giuridico d’Israele. Quando un uomo era chiamato a giudizio, , non erano previsto avvocati della difesa. L’accusato doveva rispondere in prima persona. Ma se nel corso del procedimento un giudice si convinceva della sua innocenza, si alzava e andava a metterglisi a fianco, vicino, come  a dire: io credo a quest’uomo, mi fido.

Era il paraclito, che non doveva parlare al posto dell’imputato, eventualmente gli sussurrava all’orecchio dei suggerimenti per la linea di difesa.

Così agisce lo Spirito: non ci risolve i problemi, non agisce al posto nostro, non è colui che tira i fili della marionetta umana.

Forse questo è un nostro desiderio, ma di una fase infantile della religiosità, quello che Dio faccia le cose per noi, chiarisca la strada da seguire, spinga via i problemi, decida per noi cosa fare, ci renda di colpo buoni, miti e generosi. Niente di tutto questo. Non funziona così, non siamo sotto la dittatura dello Spirito, di una guida esterna come un navigatore che dica “svolta a dx, svolta a sx”, non è il burattinaio che tira i fili della nostra vita. Siamo liberi.

Lui suggerisce, delicatamente, come il paraclito antico. Che rimarrà con voi per sempre.

E allora ecco la logica vera, quella della dimora, del dimorare insieme: quando abiti con qualcuno cominci ad osservarlo, ad ascoltarlo, piano piano ti trasmette la sua visione delle cose, le sue speranze, impari a ridere di altre cose, se stai vicino si attivano dei vasi comunicanti, si travasa vita e il cuore cresce.

…così lo Spirito, se ascoltiamo il suo sussurro, voce che non smette. Perché nessuno è solo, in nessuno dei giorni.

Se anche me ne vado, lui non se ne va.

Che cosa fa lo Spirito? Fa crescere il cuore. Segue la logica della dimora: è un vento che non ti spinge in chiesa, ti spinge a diventare chiesa, tempio dove dimora tutto Dio.

2. Seconda parola. Lo Spirito è il ricordatore: vi ricorderà tutto quello che vi ho detto. Vuol dire rimettere nel cuore, riaccendere la memoria di quando passava e guariva la vita e diceva parole di cui non si vedeva il fondo; riportare al cuore gesti e parole di Gesù, facendone scattare la molla nascosta, perché ritornino caldi e fragranti, profumino come allora di passione e di libertà. Lo Spirito ci fa innamorare di un cristianesimo che sia visione, incantamento, fervore, poesia, perché “la fede senza stupore diventa grigia” (papa Francesco).

Vi rimetterà nel cuore il racconto di Gesù, lo accenderà: apparvero loro lingue come di fuoco, lo Spirito è parola di fuoco che entra,  perché nella memoria degli uomini resta impresso e vive solo ciò che importa davvero. Vive a lungo ciò che amiamo. Vive per sempre ciò che ci ha acceso e rubato il cuore.

  1. Terza parola: vi insegnerà ogni cosa. L’insegnante. Letteralmente “in-segnare” significa toccare l’anima e incidere un segno dentro, nell’intimità di ciascuno. Chi lo fa, e sono pochi, diventa tuo profeta, lascia una traccia, e infatti con ali di fuoco/ ha inciso lo Spirito /come zolla il cuore (Davide M. Montagna). Spirito insegnante, incisore di pietre e di zolle di cuori.

Insegnerà ogni cosa, tutto, anche cose non dette da Gesù, perché non c’era allora i problemi di oggi né le paure o le domande.

Lo Spirito ama insegnare, accompagnare oltre, far scoprire paesaggi inesplorati.

Vi insegnerà nuove sillabe divine e parole mai pronunciate ancora, aprirà uno spazio di conquiste e di scoperte. Sarà la memoria e la genialità, per risposte libere e inedite, per oggi e per domani. Perché soffia adesso nelle attese, nei dolori, nelle bellezza delle persone.

Lo Spirito è creatore e vuole creatori, a sua immagine.

La ricchezza del mistero di Pentecoste è di una semplicità abbagliante: Dio in noi, lo Spirito che dimora in me. lui che ha tessuto una tenda di carne al Verbo nel grembo di Maria continua a compiere la stessa opera, a incarnare parole di Dio in me, ci fa tutti gravidi di Dio e di vangelo.

Fino a che Cristo possa diventare, mia lingua, mia passione, mia lingua di fuoco. E quel tanto di follia che basti a incamminarsi verso il luogo del cuore, verso cieli nuovi e terra nuova.

E dove mi fermo mi faccia ripartire, e si offra sempre come altro: alla nave come costa, alla terra come nave.

PREGHIERA ALLA COMUNIONE

 

O Santo Spirito, amoroso respiro

e alito appassionato del Cristo.

O turbine di fuoco che si abbatte

su ogni vecchia Gerusalemme

 con rombo potente.

 Radice di ogni femminilità

 che è nel cosmo.

 

.

 

O memoria salutare dell’Eterno,

o supremo, dolcissimo desiderio

che ci rendi frementi di nostalgia e grati

 mentre rapido giungi all’improvviso

e subito scompari,

facci tutti alla fine

 vento nel Vento,

ognuno ancora in missione,

ognuno vento nel tuo Vento,  

o Spirito Creatore.

 

(D.M. Montagna)

PREGHIERA ALLA COMUNIONE

 

O Santo Spirito, amoroso respiro

e alito appassionato del Cristo.

O turbine di fuoco che si abbatte

su ogni vecchia Gerusalemme

 con rombo potente.

 Radice di ogni femminilità

 che è nel cosmo.

 

.

 

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