L’amore di Dio è la rosa senza perché. Amatevi gli uni gli altri. Nella reciprocità, guardandovi negli occhi, faccia a faccia.

Giovanni 13,31-35

Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

Omelia di p.Ermes

V Domenica di Pasqua

Florenski: la verità rivelata è l’amore.

 

Se cerchiamo la firma inconfondibile di Gesù, il suo marchio, lo troviamo in queste parole, Tre versetti, registrati durante l’ultima cena.

Versetto 33, unica volta nel vangelo, Gesù dice: Figlioli, usa una parola speciale, affettuosa, carica di tenerezza: figliolini, bambini miei.

“Vi do un comandamento nuovo: come io ho amato voi così amatevi anche voi gli uni gli altri”.

Parole in cui ci addentriamo, come in punta di piedi, in punta di cuore.

Un comando?

Ma un amore comandato, imposto è una caricatura, frustrante per chi ci prova, ingannatore per chi è amato. L’amore, come l’amicizia, non si finge, non si mendica, non si impone.

Perché lo chiama ‘nuovo’ se già risuona da secoli nella bibbia? Non è un nuovo comandamento, uno in più, ma significa il migliore, che sostituisce ed eclissa tutti gli altri. La chiave.

Che azzera una quantità di perdite di tempo. Cosa devo fare oggi? Sono innamorato di un mucchio di progetti, da quale comincio? Tu amerai.

Ma amare che cosa vuol dire, come si fa?

La parola amore è come un vagone vuoto, e ciascuno ci mette dentro quello che crede. Ascoltando il cuore, alle volte contorto, facciamo fatica e tanta, a dare contenuti creativi all’amore.

Oggi ci sono tecniche su tutto, manuali su tutto scienza e psicologia, tutorial li chiama il web , magari li leggiamo, ci prepariamo, ma nell’amore andiamo improvvisando, avanziamo a casaccio, così come viene.

Dietro alle nostre balbuzie amorose c’è la perdita di contatto con lui, con Gesù.

Ci aiuta il vangelo. Certo! La Bibbia è una biblioteca sull’arte di amare. E qui siamo forse al capitolo centrale.

Ecco Gesù aggiungere: amatevi come io ho amato voi.

L’amore ha un come, non un cosa. La novità è qui, non nel verbo, ma nell’avverbio. Gesù non dice semplicemente ‘amate’. Non basta amare, potrebbe essere solo una forma di possesso e di potere sull’altro, paura di restare soli, un amore che prende e divora l’altro, o fatto solo di sacrifici. Esistono anche amori violenti e disperati. Amori tristi e perfino distruttivi.

Come io ho amato voi. Gesù usa i verbi al passato: guardate a quello che ho fatto, non parla al futuro, della croce, non dice come io vi amerò; parla di cronaca vissuta. Appena vissuta

Lui ha offerto il pane anche a Giuda, che non lo ha mangiato. Giuda prende il pane ed esce, e sprofonda nella notte. Dio è amore che si offre anche al traditore.

La cornice di questa chiave del vivere offerta da Gesù è quella dell’ultima cena, dove Giovanni sostituisce il pane spezzato e il calice bevuto insieme, con i piedi lavati.

Amore non è reale se non diventa servizio agli altri.

E sia come quello di Gesù, amore creativo, che inventa gesti che nessuno aveva osato mai, lavare i piedi nel gesto dello schiavo o della donna, che chiama amico il traditore, che inventerà la croce.

Amore che perdona settanta volte sette, ma che non giustifica tutto. Non legalizza l’ipocrisia dei sepolcri imbiancati, né l’amore del denaro e del potere. Lui ama ogni uomo, è vero, ma vittima o carnefice non è lo stesso; se quell’uomo violenta un bambino, abusa di un piccolo, Gesù evoca immagini durissime, come una macina messa al collo.

Amore che legge la primavera del cuore, pur dentro i cento inverni!

Amore intelligente, che vede prima, più a fondo, più lontano. In Simone di Giovanni, il pescatore, vede la Roccia; in Maria di Magdala, la donna dei sette demoni, intuisce l’apostola degli apostoli; dentro Zaccheo, il ladro arricchito, vede l’uomo più generoso di Gerico.

Chi ti ama davvero? Bella la risposta di R. M. Rilke: “amore vero è quello che ti obbliga a diventare tanto, infinitamente tanto, il meglio di ciò che puoi diventare”.

Così Gesù tira fuori da ciascuno il meglio: intere fontane di speranza e libertà; tira fuori la farfalla dal bruco che credevo di essere.

Amore libero e creativo, ha fatto cose che nessuno aveva fatto mai: se io vi ho lavato i piedi così fate anche voi, fatelo a partire dai più stanchi, dai più piccoli, dagli ultimi. Non è amore sentimentale. Gesù, venuto come racconto inedito della tenerezza del Padre, ama con i fatti, con le sue mani, concretamente: lo fa per primo, in perdita, senza contare.

Biblioteca sull’arte di amare. Che oggi ci indica tre passi dentro l’amore.

Il primo passo per noi è lasciarsi amare. simbolo è questo abbraccio dietro di me: lasciamoci abbracciare.

E non è un premio per la mia buona condotta, ma un dono senza perché. Scriveva Angelo Silesio: la rosa è senza perché, fiorisce perché fiorisce. L’amore di Dio è la rosa senza perché, Lui ama perché ama, è la sua natura.

La legge tutta intera è preceduta da un “sei amato” e seguita da un “amerai”.

“Sei amato”, fondazione della legge; “amerai”, il suo compimento.

Chiunque astrae la legge da questo fondamento amerà il contrario della vita (Paul Beauchamp).

Comandamento significa allora non già un obbligo, ma il fondamento, la pietra angolare.

Il secondo passo lo indica il piccolo avverbio: “amate come me”.

Terzo passo: amatevi gli uni gli altri. Espressione capitale, che ricorre decine di volte nel N. T. e vuol dire: nella reciprocità, guardandovi negli occhi, faccia a faccia, a tu per tu. Non si ama l’umanità in generale; si ama quest’uomo, questo bambino, questo straniero, questo volto. Si amano le persone ad una ad una, volto per volto, corpo a corpo.

Amatevi gli uni gli altri, tu a lei e lei a te, in uno scambio di doni, perché dare sempre, dare senza ritorno, è molto duro, non tutti ce la facciamo; siamo tutti mendicanti d’amore, di una felicità che si pesa sulla bilancia preziosa del dare e del ricevere amore.

Cosa ci rende felici? Qual è quella cosa che diciamo: mi manca tanto…

In cosa consiste la gloria, ripetuta ribadita 5 volte in due versetti? Gloria per ciascuno di noi? La gloria consiste nell’amare. È lì il successo della vita

Preghiera alla Comunione

Donami amore, Signore,

che come il vento del mattino

ripulisca le ombre del cuore e addolcisca lo sguardo.

Donami amore

che aggiunga speranza quando la speranza muore

e mi liberi dalle false luci che bruciano ma non riscaldano.

Donami amore che raccolga tutte le preghiere strappate dal cuore,

che riavvicini tutte le strade incapaci di ritrovarsi.

Donami amore

che riduca la distanza dalle altre  creature

che liberi da rovi e pietre i sentieri degli amici.

Donami amore,

quando il passato mi riassorbe,

quando la carne è triste, mentre tu attendi la mia fioritura.

Donami amore,

Tu che eternamente altro non fai

che considerare ogni uomo più importante di te stesso.

Signore io sono quell’uomo.

Io, amato per sempre. Io, un uomo grato! Amen

© 2016 S.Maria del Cengio - Comunità dei Servi di Maria
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