Il segno che farà credere le donne è un altro: “Ricordatevi come parlò quando era in Galilea”. Ed esse si ricordarono delle sue parole. E tutto esplode: le donne credono, perché ricordano. Credono per la parola di Gesù, non per quella degli angeli.

domenica di PASQUA

anno C

Luca 24,1-12
Il primo giorno della settimana, al mattino presto [le donne] si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e (…) ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”». (…). 

Omelia di p.Ermes

PASQUA 2019

Gv 20,11-18

Buona Pasqua, fratelli sorelle amici. Non ci conosciamo tutti, ma oggi ogni volto porta il suo nome, il nome di Dio

Buona Pasqua: perché di fronte a chi decide di “amare e donare”, non c’è morte che tenga, non c’è tomba che rinchiuda, non c’è macigno che non rotoli via.

Pasqua è il tema più arduo e più bello di tutta la Bibbia.

Balbettiamo, come gli evangelisti, che per raccontarla, non inventarono parole nuove, ma presero in prestito i verbi delle nostre mattine: svegliarsi e alzarsi: si svegliò e si alzò il Signore. Raccontarono di un corpo che non c’era.

Ed è così bello pensare che Pasqua, l’impossibile, è detta con i verbi semplici di ognuno dei nostri mattini, quando anche noi ci svegliamo e ci alziamo. Nella nostra piccola risurrezione quotidiana.

Quel giorno, è raccontato con i verbi di ogni giorno.

Per dire che pasqua è qui, adesso. Ogni giorno è quel giorno.

Svegliati e alzati. Pasqua non è la festa di chi vive una vita addormentata, o sdraiata.

Pasqua viene da un verbo ebraico pesah che vuol dire passare. Non è festa per residenti, ma per migratori, per chi inventa sentieri che fanno scollinare.

Tutti possiamo fare pasqua, come? costruendo passaggi dove ci sono muri e sbarramenti, tagliando fili spinati, aprendo.

Pasqua ama le porte aperte: buchi nella rete, brecce nei muri,

profezia di una umanità in rivolta per diritto di umanità.

Pasqua non è per quelli che portano il crocifisso al collo e non sanno vedere i crocifissi di oggi.

Maria di Magdala esce di casa quando è ancora notte, buio nel cielo e buio nel cuore. Non ha niente tra le mani, solo il suo amore che si ribella all’assenza di Gesù: amare è dire: tu non morirai!” (G. Marcel).

E’ pieno di risonanze del Cantico dei Cantici questo Vangelo: ci sono il giardino, la notte e l’alba, la ricerca dell’amore perduto, c’è la corsa, le lacrime, e il nome pronunciato come soltanto chi ama sa fare.

Quell’uomo amato, che sapeva di cielo, che aveva spalancato per lei orizzonti infiniti, è ora chiuso in un buco nella roccia. Tutto finito.

E invece vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Il sepolcro è spalancato, vuoto e risplendente, nel fresco dell’alba. E fuori è primavera. Il sepolcro è aperto come il guscio di un seme. Come un grembo che ha partorito.

Maria di Magdala corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo. È sempre lei, davanti alla croce, davanti al sepolcro vuoto, sempre nominata per prima negli elenchi delle donne che seguono Gesù, è lei Maddalena la donna che rimette in moto il racconto della nostra fede.Che ascolta le prime parole di Gesù: donna perché piangi? E’ lo stile inconfondibile di Gesù. È lui non ti puoi sbagliare. Riprende a fare ciò che ha sempre fatto, l’ha fatto nell’ultima ora del venerdì, occupandosi della paura e della speranza di un ladro giustiziato accanto a lui lo fa nella prima ora di Pasqua, quando si occupa delle lacrime di Maria. E trema insieme al tremante cuore della sua amica. Ma poi vi innesta vita.

Il primo volto dell’umanità un volto in lacrime.

il mondo è un immenso pianto, e proprio lì si innesta il Signore Gesù.

Penso a questa nostra Europa, alle storie tremende del secolo scorso, quando ha visto Caino armarsi fino ai denti, fratelli diventare nemici: e poi hanno distrutto, bruciato, impiccato bambini, hanno creato una nube scurissima capace di oscurare il cielo. Abbiamo urlato, siamo morti tutti, ma poi siamo stati capaci di risorgere tutti insieme.

Siamo frutto di queste morti tremende e di resurrezioni stupende. Che hanno scritto una delle verità più grandi dell’umanesimo, biblico e universale: Il bene è più profondo del male.

Ecco il cuore della pasqua.

Il male può vincere qualche volta, ma non può vincere sempre. Caino ha ucciso e continua ad uccidere Abele, ma non ha ucciso né riesce ad uccidere l’Adam, il terrestre, che resta oggi ancora quella cosa molto bella e molto buona vertice della creazione. Che risorgerà ancora.

Il bene è più profondo del male. Io lo credo!

E oggi tempo di chiusure e di paure, Pasqua, Risurrezione viene a scardinare e ad aprire l’anima dormiente di chi si sente a posto quando chiude gli occhi sul mondo e le sue lacrime, chiude le frontiere ai cercatori di pane, le porte di casa, chiude le serrature del cuore a tutto ciò che è appena un po’ più in là del suo piccolo cortiletto di casa. E nasce un pianeta di tombe e di recinti.

Gesù risorge dopo essere disceso agli inferi, è sceso anche oggi negli inferidella storia, nella catacombe dei fuggiaschi, nei buchi dei dannati della terra, nei barconi che affondano.

È disceso nelle profondità della materia, nella vittima e anche nel carnefice, ed è qui, adesso come forza di risurrezione, come forza di gravità celeste, come forza di attrazione verso l’alto, verso il bene comune, annuncio che i carnefici non avranno ragione delle loro vittime in eterno.

Eppure la morte sembra vincere. Il male del mondo mi fa dubitare, è troppo, è feroce, è pazzo: sembra contestare l’esistenza stessa di un Padre buono e provvidente;

Ma poi guardo meglio e vedo immense energie di bene nel mondo,

vedo giovani che danno forza a chi è debole,

donne generose fino alla follia d’amore

anziani sapienti, che amano giustizia e bellezza,

vedo gente onesta perfino nelle piccole cose,

vedo occhi pieni di luce

e sorrisi più belli di quanto la vita non lo consenta. Bambini poeti e innamorati

Il mondo è una immensa collina di croci. È vero. E tuttavia è altrettanto certo che nel mezzo dell’oscurità comincia sempre a sbocciare qualcosa di nuovo.

Dove la terra è stata spianata, osservo e vedo spuntare un filo d’erba testardo, e poi un fiore che si impunta a fiorire, ostinato, e poi un prato dal verde inestirpabile.

Vedo mucchi di macerie, eppure sulle macerie torna ad apparire un germoglio di vita, ostinata e invincibile. E accade anche in me.

Vedo che la bellezza e la tenerezza rinascono ogni giorno nel mondo.

Il mondo combatte per fiorire.

Sono fioriti i prati, i glicini, le prime rose in questi giorni:

E questo perché? Perché non siamo soli.

Perché il Risorto è all’opera, in alto silenzio e con piccole cose.

Il Risorto combatte per far fiorire il mondo (E. G.)

ad ogni mattino combatte per svegliarmi dal sonno del cuore e farmi alzare. Anche in me il bene è più profondo del male, io lo credo.

A pasqua il bene non si lascia sgomentare, io ci credo. È dentro la trama nascosta di questo mondo.

Anche se non ho niente, mani inchiodate dal dolore, rimane la potenza dell’amore.

In un luogo che non conosco, sorgente delle mie sorgenti, cielo del mio cielo, terra profonda delle mie radici, rimane la potenza dell’amore!

Rimane Cristo, vivo, e questo mi fa dolce e fortissima compagnia:

io appartengo a un Dio vivo.

Tu, semente che si disfa, entra nel profondo del cuore umano. e noi … staremo ad ascoltare la crescita del grano. Fino a che arrivi ad altezza del cuore(mons. Tonino Bello)

Inizia dalla Risurrezione

Dal sepolcro vuoto

Da Nostra Signora della Gioia

Allora perfino la croce allieterà…

Non fate di me una piagnucolona

Dice Nostra Signora

Una volta era così

Ora è diverso

Inizia dal sepolcro vuoto

Dal sole

Il vangelo si legge come le lettere ebraiche

Dalla fine.

© 2016 S.Maria del Cengio - Comunità dei Servi di Maria
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