Ciò che vince la paura non è il coraggio, è la fame. Fame di vita che con
la paura della morte combatte una guerra infinita. Il serpente è dietro, è un passato che talvolta ritorna e fa male, ma non è davanti a te, non è il futuro.

Lc 1,26-38

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». 
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Omelia di p.Ermes

Immacolata 2018
Una festa oggi piena di ali e di fessure aperte sull’infinito.
Stai sulla soglia prima di entrare
Scuci tutte le paure, sciogli le vele, scendi nel cuore,
ora fatti mancare le parole,
come un fiore che si spoglia fino al frutto.
Il silenzio ti fa nudo e semplice, carezza di Dio su di te:
che ti fa vivere, che apre il tempo,
che colma il vuoto, che svela il senso,
che ci fa restare umani.

Adamo, dove sei? Mi sono nascosto perché ho avuto paura. Ed entra nel
mondo la paura, la grande nemica. Adamo ha paura di Dio: è la madre di
tutte le paure.
Poi verrà un angelo, un angelo migratore, che vola via dal cuore del
tempio e si posa nel cuore di una casa, a Nazaret, a portare la fine della
paura di Dio: “non temere Maria”.
Dio viene come gioia, come bacio caduto sulla terra, un seme di vita nella
voce di un angelo. Verrà come un bambino fra le tue braccia: non puoi
avere paura di un bambino.
Ciò che vince la paura non è il coraggio, è la fame, fame di vita. Che con
la paura della morte combatte una guerra infinita. Raccontata così dalle
parole della Genesi: Porrò inimicizia tra il serpente e la donna, ed essa ti
schiaccerà il capo.
Inimicizia tra la Donna, che porta la fame di vita, e il serpente che porta la
morte. È il nome profetico dell’umanità, nome dato da Dio: la nostra stirpe
è nemica del male. Adamo ed Eva lo hanno appena tradito, hanno appena
ceduto al male, e Dio, in modo irragionevole, per una fiducia insensata,
contro ogni evidenza, li chiama nemici e avversari del male.
Senza ingenuità, ma con totale sicurezza, la Bibbia annuncia:
nonostante tutto, vincerà la stirpe dei nati da donna.
Io sarò colpito, avrò molte volte paura, qualche volta cadrò, ma non
sarò mai amico del male, mai amico della violenza e della menzogna, mai
amico dell’odio e della cattiveria.

Tu le insidierai il calcagno, lei ti schiaccerà la testa. Il male può
ferire l’umanità, ma può solo ferirla, e non sopraffarla.
È in basso, è inferiore, non sale fino al centro dell’uomo. Il cuore
delle creature è buono.
Il serpente è dietro, è un passato che talvolta ritorna e fa tanto male,
ma non è davanti a te, non è il futuro che ti attende.
La donna e l’uomo hanno un anticipo, un vantaggio sul male. Questo
ritardo del male, per grazia, sarà un ritardo eterno.
Essa ti schiaccerà la testa: il male non vincerà. La rabbia, la
corruzione, il veleno possono aggredire la speranza, ma il disumano non
vincerà sull’umano.
Adamo ed Eva escono dal paradiso terrestre portando con sé una
benedizione, un annuncio di vittoria: il bene è più forte del male, più
antico, più profondo, più originale del peccato originale.
In ogni persona c’è un posto dove solo Dio abita, dove il male non
può arrivare, dove Dio si è riservato un posto e solo lui vi ha preso casa. In
noi c’è una parte che è rimasta pura, bella, sana, divina, dove nessun male
può arrivare: in cielo c’è una stella per ciascuno di noi, sufficientemente
lontana perché i nostri errori non possano mai offuscarla (Bobin).
In noi c’è un pezzetto di Dio sufficientemente luminoso perché il
peccato non possa mai oscurarlo.
Quello è il luogo della Immacolata Concezione. Un punto preservato
dal male, in ognuno. Ciò che è accaduto in Maria non è esclusivo, accade
in ciascuno. Come lei tu hai radice santa, sei una persona cui arrivano
angeli, sei gravido di Dio, incinto di luce, stai accanto alle infinite croci,
sei sollevato continuamente verso l’alto…
La prima parola dell’angelo a Maria, la prima della nuova storia, è
‘rallegrati’. Non un qualsiasi saluto, ave o salve, un ciao, è invece un
imperativo: kaire, gioisci, sii felice.
L’angelo non dice: prega, inginocchiati, fai questo o quello.
Ma semplicemente: apriti alla gioia, come una porta si spalanca al sole.
Sussurra l’angelo alla ragazza: vedrai, credere è una festa.
“Sii felice Maria, Dio si è chinato su di te, ti stringe in un abbraccio;
si è innamorato di te, si è dato a te e ti ha riempita di luce. Ora hai un nome
nuovo: amata per sempre”. Teneramente, liberamente, senza rimpianti
amata. Si capisce che Maria sia senza parole.
Quel suo nome è anche il nostro nome: buoni e meno buoni, tutti amati per
sempre. Piccoli o grandi, tutti riempiti di cielo.

Maria non è piena di grazia perché ha risposto ‘sì’ a Dio, ma perché Dio
per primo le ha detto ‘sì’.
E dice ‘sì’ a ciascuno di noi, prima di qualsiasi risposta.
Che io sia amato dipende da Dio, non dipende da me.
Ognuno pieno di grazia, tutti amati come siamo, per quello che siamo.
Perché la grazia sia grazia e non merito o calcolo.
Santa Maria è colmata di grazia non perché senza peccato, ma perché Dio
è venuto, ha bussato e lei ha aperto. Così noi: ridiventiamo santi ogni volta
che apriamo la porta a quel Dio che sta alla porta e bussa, se gli apriamo
entrerà portando amore. È solo l’amore di Dio che rende santi.
L’angelo continua: il Signore è con te. Il nome bello di Dio: Io-sono-
con-te: ‘dovunque tu andrai, in tutti i passi che farai, quando cadrai e ti
farai male, quando ti rialzerai e sorriderai di nuovo, io sarò con te”.
È con te Colui che non manda via nessuno, Colui che mai abbandona,
Colui che prova gioia a starti vicino. È con te, vicino come il cuore, vicino
come il respiro. E non ti mollerà, mai. Con te, tutti i giorni fino al
consumarsi del mondo.
E tu concepirai e darai alla luce. Dio cerca madri, ancora. Ha sempre
da nascere, ha sempre da venire al mondo. Tocca a noi aiutare Dio a essere
vivo nel nostro mondo, a incarnarsi nella nostra storia. Dio vivrà in questi
paesi distratti, in queste case inospitali, solo se noi gli daremo tempo e
cuore.
Rispondendo come ha fatto santa Maria: ‘eccomi, sono la serva del
Signore’. La parola che cambia il mondo
‘Serva del Signore’ non significa la badante, la servetta, la sguattera, la
cenerentola. Nella Bibbia, il ‘servo del re’ è il secondo dopo il re; e la
regina è detta la ‘serva del re’, la più vicina al sovrano, la prima della casa.
Tu sei il Dio dell’alleanza e io sarò la tua alleata il tuo progetto sarà il
mio, la tua storia la mia storia, il tuo sogno sarà il mio sogno.
Anche il nostro “eccomi!” può cambiare la storia, il mio “sì”,
vivrò secondo il mio nome vero: amato per sempre e nemico del male.
Eccomi, sarò, come tu hai detto, amico della vita e amato per sempre!
Sono la Serva del Signore, l’alleata del Dio dell’alleanza
Oggi sei tu l’alleata, Maria; ieri Mosè, oggi tu.
Ieri Abramo e Giacobbe, oggi tu
Tu lo concepirai nel grembo, e sarai più grande di Mosè,
Tu lo darai alla luce, e sarai più grande di Eva.
Come te, anch’io dico “sì”; come te, alleato del Dio dell’alleanza.

Preghiera di p. Giovanni Vannucci

A tutti i frammenti di Maria,
a tutti gli atomi di Maria
sparsi nel mondo e che hanno nome donna,
rivolgiamo oggi il saluto dell’angelo:
Ave o donna, rallegrati, sii felice
che tu sia piena di grazia,
che con te sia lo Spirito Santo,
che benedetto e benefico sia agli umani
il frutto del tuo grembo e dell’intera tua vita.
Che tu possa pacificare la terra,
conciliare i fratelli nemici,
cancellare Caino, far risorgere Abele,
ricondurre tutta la terra al Padre,
nell’amore del Figlio,
nella grazia dello Spirito. Amen

© 2016 S.Maria del Cengio - Comunità dei Servi di Maria
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