…e spalanca loro l’alternativa cristiana: tra voi non sia così! I grandi della terra dominano sugli altri, si impongono… Tra voi non sia così! Credono di governare con la forza… tra voi non sia così!

Mc 10,35-45

Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Commento di fra Ermes

Ho una bella notizia da darvi!
Ascolto il Vangelo e sento che, nonostante tutte le derive, possiamo
tornare umani.
Torniamo umani, allora, in un mondo che sembra portarci
all’opposto, in un mondo avvelenato.
Torniamo umani, guardando oltre, nell’infinito delle tracce che i
nostri desideri lasciano dietro di noi.
Torniamo umani, facendo eco alle parole di Gesù: tra voi non è così!
Bellissima frase che mette a fuoco la differenza cristiana. E in che cosa
consiste? Lo dico con le parole di p. Turoldo: “Scegliere sempre l’umano
contro il disumano”.
Gli altri dominano, amano star sopra, non così tra voi.
Voi vi metterete a fianco degli uomini, o ai loro piedi
Gli altri opprimono, amano la forza del potere, non così tra voi.
Voi solleverete gli uomini invece di schiacciarli, li tirerete su per
altra luce, altro sole, altro respiro.
Torniamo umani. Oggi, nel tempo del disumano ragionevole, in cui
si giustificano, truccandole con ragioni più o meno intelligenti, scelte che
invece sono contro l’uomo.
L’ultima frase del vangelo è di capitale importanza: sono venuto per
servire.
La più spiazzante autodefinizione di Gesù.
La più rivoluzionaria e contromano.
Ma che Illumina il senso della vita di Cristo,
e quindi della vita di ogni uomo e ogni donna.
Noi siamo nati tutti per fare felice qualcuno. Se non c’è qualcuno che
a causa nostra è felice, la nostra vita non ha senso.
Quando uno sente di non essere utile a nessuno, di non essere
importante per qualcuno, ma irrilevante, uno soffre, soffre tanto.
Ma questa grande parola- servire- viene al termine di un processo.
Cosa volete che io faccia per voi? Gli avevano chiesto i “Figli del
tuono”, con quel tono da bambini: vogliamo che tu ci faccia quello che
vogliamo noi…
Gesù non risponde con un diniego, o con un rifiuto sprezzante.
Non risponde dicendo “che brutta cosa mi avete chiesto”, no, ma va
a cercare dentro quel desiderio storto, la sua matrice buona. Lui è il
Maestro del cuore.

Perché dietro ad ogni desiderio umano, anche i più indicibili, anche i
più storti, c’è sempre una matrice buona, un desiderio di vita, di bellezza,
di armonia.
Anche il peccato è spesso un modo sbagliato per dire a Dio che lo
amo (Turoldo).
Gli uomini non sono cattivi, sono fragili e si sbagliano facilmente.
Ogni desiderio umano ha sempre dietro una parte sana, piccolissima
magari. Ma quella è la parte da non perdere.
Volete la mia gloria, bene. Allora seguite la mia strada, bevete il mio
calice, prendete su di voi un destino da messia, da liberatori. Ricevete il
mio battesimo: immergetevi nelle persone, per sognare insieme;
accogliere, buttarsi, immergersi…
Gesù sta salvando la loro domanda, educandola, come si dice oggi,
purificandola… e la fa passare nella relazione con lui, e nell’ immergersi
nelle persone come lui.
Sì, lo possiamo. Possiamo… è confortante per noi, è vero che
possiamo seguire Cristo, tornare umani.
Gli altri apostoli si indignano, lo fanno per rivalità, per gelosie,
perché i due fratelli hanno tentato di manipolare la comunità
Ma Gesù non li segue, va avanti, salva anche l’indignazione dei suoi:
li chiama a sé, nell’intimità, cuore a cuore, e spiega, argomenta.
Volete essere i primi? Si può fare
Non è cattiva questa cosa. Ma adesso vi mostro che cos’è la gloria
vera, che cosa ci fa grandi.
Chi vuole diventare grande tra voi sia il servitore di tutti. Servizio, il
nome difficile dell’amore grande. Ma che è anche il nome nuovo, il nome
segreto della civiltà. Quello che ricorderemo non sarà la capacità di
qualcuno di imporsi a noi, ma la capacità di amarci, questa è la gloria della
vita.
Sono venuto per essere il servo! Parole che danno una vertigine: Dio
mio servitore! Vanno a pezzi le vecchie idee su Dio e sull’uomo: Dio non
è il padrone onnipotente, signore dell’universo, al cui trono inginocchiarsi,
per adorare, venerare, tributare onori, incensare. Non il Signore dei signori
o il Re dei re: ma il Servo di tutti!
Non tiene il mondo ai suoi piedi, è inginocchiato lui ai piedi delle sue
creature; non ha troni, ma cinge un asciugamano. Come sarebbe l’umanità
se ognuno avesse verso l’altro la premura umile e fattiva di Dio? Se

ognuno si inchinasse non davanti al potente ma all’ultimo? Se nascesse la
globalizzazione non dell’indifferenza, ma del servizio, dell’inchino.
Il Figlio dell’uomo, termine tecnico che indica il volto alto e puro
dell’uomo, l’umo nuovo e compiuto, è venuto per dare la propria vita
in riscatto per molti.
La differenza cristiana. I verbi maledetti sono prendere, salire,
comandare. Ad essi Gesù oppone tre verbi benedetti: dare, scendere
servire. Se fai così sei felice.
In riscatto per molti: termine forte, che non significa però comprare
lo schiavo, pagarne il prezzo al padrone; non ritorna fuori qui la vecchia
religione economica, mercantile, che ci ha intristito così a lungo; non
siamo l’oggetto di una compravendita, tra il Padre e il Figlio, con Gesù che
paga addirittura con il sangue il debito che abbiamo col Padre. Sarebbe
anche questo un amore mercenario.
Vita in riscatto, vuol dire che Gesù con il suo modo di essere umano
riscatta l’umano, ridipinge l’icona di cosa sia l’uomo, cosa sia vita e cosa
no, tira fuori un tesoro di luce, di sole, di bellezza, un giardino in ciascuno.
Voi siete la luce del mondo, il sale della vita.
Se tornate a credere nell’amore, non nella forza o nei numeri;
se siete generosi dei sentimenti e non avari di cuore;
se mettete la speranza non nell’accumulo, ma nel dono.
Allora il riscatto significa liberazione. Gesù libera il volto nuovo
dell’umanità, riscatta l’umano dagli artigli del disumano; riscatta il cuore
dell’uomo dal disamore; riscatta dal potere mortifero della indifferenza,
che è la linfa oscura del male. Gesù è il guaritore del peccato del mondo,
che ha un solo nome: il disamore.
Gesù infatti non convoca uomini e donne incompiuti e sbiaditi, ma
pienamente fioriti, regali, nobili, fieri, liberi. Belli della bellezza di un Dio
con le mani impigliate nel folto della vita, custode che veglia, con
combattiva tenerezza, su tutto ciò che vive sotto il sole.

Il cristiano non ha nessun padrone ed è a servizio di ogni vita. E questo non
come riserva di viltà ma come prodigio di coraggio.

Bellissima domanda: “cosa vuoi che io faccia per te e tuo fratello?”.
“Vogliamo i primi posti!” Dopo tre anni di strade, di malati guariti, di uomini e donne
sfamati, dopo tre annunci della croce, è come se non avessero ancora capito niente. E
qui appare ancora una volta tutta la pedagogia di Gesù paziente e luminosa. Invece di
arrabbiarsi o di scoraggiarsi, Gesù riprende ad argomentare, a spiegare il suo sogno di
un mondo nuovo.
“Non sapete quello che chiedete!” Voi non capite quali corde oscure andate a
toccare con questa domanda di essere i primi, quale povero cuore, quale povero
mondo nasce da queste fame di potere. E la dimostrazione arriva subito: gli altri dieci
si indignano, si ribellano, unanimi nella gelosia.
Adesso non solo i due figli di Zebedeo (i “ boanerghes, i figli del tuono”, cioè
irruenti e autoritari come indica il loro soprannome), ma tutti e dodici vengono
chiamati di nuovo da Gesù, chiamati vicino.
Noi non abbiamo ancora pensato abbastanza a cosa significhi avere un Dio nostro
servitore. Il padrone fa paura, il servo no. Cristo ci libera dalla paura delle paure:
quella di Dio.
Il padrone giudica e punisce, il servo non lo farà mai; non spezza la canna
incrinata ma la fascia come fosse un cuore ferito. Non finisce di spegnere lo stoppino
dalla fiamma smorta, ma lo lavora finché ne sgorghi di nuovo il fuoco. Dio non
pretende che siamo già luminosi, opera in noi e con noi perché lo diventiamo.
Ma io tremo, se penso alla brocca e all’asciugamano. Ho paura. Eppure ve
la immaginate un’umanità dove ognuno corre ai piedi dell’altro? E si
inchina non davanti ai potentati del mondo, ma davanti all’ultimo?
Noi non abbiamo ancora pensato abbastanza a cosa significhi avere
un Dio nostro servitore. Il padrone fa paura, il servo no. Cristo ci libera
dalla paura delle paure: quella di Dio.
Gesù, venuto per servire, non per essere servito. Mi pare di leggere
qui una novità assoluta, un nuovo catechismo. Alla domanda: Perché Dio
ci ha creati? La risposta del catechismo recitava: Per conoscere amare e
servire Dio in questa vita e poi goderlo nell’altra…
Il catechismo di Gesù capovolge la prospettiva, le dà una bellezza
che stordisce: siamo stati creati per essere amati e serviti da Dio, qui e per
sempre… Non sei tu che esisti per Dio, ma è Dio che esiste per te, in
funzione di te, per amarti, per servirti, per conoscerti e anche per essere
sorpreso da te, da questi imprevedibili, liberi, splendidi, talvolta meschini
figli.

Tra voi non è così! La differenza cristiana in che cosa consiste? Non
omologarsi a che cosa? il mondo funziona su rapporti di forza….Non solo i
governanti, ma nella famiglia, anche con quelli cui vuoi più bene, la
tentazione del potere spunta sempre.
Nietsche diceva che il xmo è la religione degli schiavi, lo diceva con
disprezzo, ma non aveva capito. Colui che serve non è colui che si
mortifica, non è in gioco una svendita di dignità o libertà, ma porsi a
servizio della felicità dell’altro, prendersi cura.
Questa passione di grandezza che ci abita giochiamola bene, per un
mondo altro, per una storia diversa, per rapporti veri. Un altro mondo è
possibile!
Chi è il primo nella casa, nella comunità, nel gruppo?
Chi comanda di più?
No, il più grande è chi ama di più.

Write a comment:

You must be logged in to post a comment.

© 2016 S.Maria del Cengio - Comunità dei Servi di Maria
Top
Seguici su: