Eremo di santa Maria

Domenica XXVIII – B

Una sosta meditativa sulla Parola, radice di ogni parola.

Lettura della lettera agli Ebrei 4,12-13

Pausa di silenzio

Commento

Le Sacre Scritture contengono la Parola di Dio e, perché inspirate, sono veramente parola di Dio (cf Concilio Vaticano II, Dei Verbum, nn. 9.24).

Solo lo Spirito Santo rende la Parola “viva ed efficace” (Eb 4,12); solo lo Spirito assicura dinamismo alla Parola, la quale rischia sempre di essere colta come appartenente al passato, come parola “archeologica”; solo lo Spirito impedisce che il nostro rapporto con la Scrittura sia un mero rapporto con la lettera, con le conseguenti derive del fondamentalismo o quelle, apparentemente più nobili, che consistono nel leggere la Bibbia come libro del passato, come “grande codice” culturale, come testimonianza etica. Lo Spirito assicura invece “un’interpretazione della Scrittura nello stesso Spirito mediante il quale è stata scritta” (cf Concilio Vaticano II, Dei Verbum, n. 12).

Ma resta altrettanto vero che lo Spirito Santo non può mai esprimersi od operare se non conformemente alla Parola che è il Figlio Gesù Cristo. La nostra fede cristiana è sempre una fede secondo le scritture (1 Cor 15,3-4), come proclamiamo nel Credo.

La Parola senza lo Spirito degrada e perde la sua qualità di parola di Dio; lo Spirito senza la Parola è una forza anonima, senza volto, che non può generare alcuna comunione (Enzo Bianchi).

Sosta contemplativa

A te, creatrice Parola, che stai

fin dal principio dei mondi e sei

anima e senso alle nostre parole,

a questo nostro infinito pensare;

a te, paurosa Parola, che solo

a sussurrarti dovremmo morire:

che tagli ogni giuntura, e del cuore

l’impenetrabile abisso sconvolgi:

Parola amata cercata fuggita,

che tutto metti a nudo e denunci

anche le macchie nel cuore degli angeli:

ecco, salvezza e sapienza è arrendersi. [D. M. Turoldo,osm]

Preghiera

Parola, radice di ogni parola,

essenza di ogni anima:

Parola, dimora dell’Essere!

E voi cose, sue ragioni seminali,

cose, involucri di divine sillabe!

Dio, Parola, e musica, e silenzio:

fa’ di ogni cuore

una cetra che risuoni

del tuo infinito Verbo… Amen

Il testo evangelico della Liturgia  (Mc 10,17-30) può offrire, alla luce della lettera agli Ebrei [4,12-13] alcune suggestioni sul senso della Parola:

 

La Parola è viva. Essa conduce alla sorgente della bontà, alla quale tutti siamo invitati ad attingere: il Padre. “Lui solo è buono”

La Parola raggiunge le profondità del cuore. L’uomo che sta di fronte a Gesù sente il bisogno di altro che colmi di senso il desiderio che lo abita. “Signore, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?”

La Parola è sguardo amoroso. “Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò!”

La Parola è tagliente e denuda per farci riconoscere il vero tesoro. “Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dàllo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo…”

La Parola è invito alla sequela, a mettersi sulle orme di Gesù. “Vieni e seguimi!” La Parola è relazione, legame con la persona di Gesù, che non promette altro che se stesso (M. Orsatti). E’ lui l’unico bene.

La Parola è verità che fiorisce dal di dentro e si manifesta nel volto. “A queste parole egli si fece scuro in volto e se  ne andò rattristato; possedeva molti beni”.

La Parola sconcerta. I discepoli sono sconcertati alle parole del Maestro:“Quanto difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel Regno di Dio!”

La Parola è annuncio di salvezza. Non è l’uomo che si salva, ma è Dio che salva. “Impossibile agli uomini, ma non a Dio!”

La Parola ha come orizzonte non la rinuncia, ma l’accrescimento di vita. “Non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del vangelo, che non riceva già ora una vita moltiplicata”.

La parola incanta e disincanta. Essa non nasconde al discepolo le sofferenze, le persecuzioni che, a causa dell’evangelo, incontrerà, ma getta luce sui suoi passi perché possa attraversarle e, per grazia, raggiungere la pienezza della vita.

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Attorno alla Parola alcune proposte:

–          In convento: ogni venerdì alle ore 20.30 lettura comunitaria della Parola (Lectio divina). Possibilità di dialogo, alla luce della Parola, con un fratello della comunità. Sosta in santuario o in chiostro “per stare soli con il Signore”, attraverso la sua Parola.

–          Nella parrocchia di Isola Vicentina: ogni mercoledì alle ore 20.30 lettura comunitaria della Parola (Lectio divina).

–          Su RAI 1 Ogni sabato, alle ore 17.30, fra Ermes Ronchi dei Servi di Maria commenta il vangelo della Domenica.

–          Siti per la ricerca e l’approfondimento

www.studibiblici.it

www.servitium.it

www.smariadelcengio.it

www.sullasoglia.it

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