Lc 19,1-10 (XXXIII settimana – martedì) [Appunti di fra Ferdinando Perri, osm]

 Il brano del vangelo odierno si può riassumere con un solo verbo: cercare! Gesù cerca ciò che è perduto; Zaccheo cerca di vedere Gesù. Gesù cerca per amore; Zaccheo per curiosità. Questi due cercatori, Gesù e Zaccheo, si incontrano e il loro incontro provoca vita, gioia e salvezza, ma esprime anche amore e predilezioni.

Vi propongo una interpretazione simbolica:

  • Gesù entrato in Gerico attraversava la città.

Gerico era una città inespugnabile,simbolo di quella parte oscura dell’uomo che non si arrende facilmente. Gesù oggi entra in questa zona oscura e l’attraversa con la sua luce e il suo fascino.

  • Zaccheo è il nome del nostro desiderio quello di vedere Gesù. Ma non gli riusciva  di vederlo a causa della folla.

La folla è simbolo di quelle preoccupazioni che non permettono di vedere: la folla dei pensieri, dei progetti e delle preoccupazioni oscurano la visione di Cristo, non permettono di vedere e di gustare la luce del sole.

  • Perché era piccolo di statura.

Non è solo un’indicazione della sua statura fisica, ma piccolo può essere inteso in due modi: essere piccino, gretto e meschino, oppure essere umile, nel senso biblico, della parola. In Zaccheo c’è meschinità, ma anche un po’ di umiltà, perché solo gli umili possono vedere il volto di Dio.

  • Allora corse avanti e salì su di un albero.

Il suo desiderio è ardente e forte. Stare su di un albero gli permette di vedere e di essere visto.

  •  “Quando giunse sul luogo Gesù alzò lo sguardo e gli disse: “Zaccheo scendi subito, perché oggi desidero fermarmi a casa tua”. Oggi desidero fermarmi nel tuo cuore, nelle tue relazioni nei  tuoi desideri, nei tuoi sogni di bellezza e di armonia.

 

  • Zaccheo è in alto sull’albero e Gesù è in basso sulla strada.

Gli sguardi si incrociano, penetrano fino alla profondità del loro essere. Gesù seduce con il suo sguardo penetrante Zaccheo. Il Signore seduce anche oggi e questa seduzione la sperimentiamo quando ricorriamo a lui per chiedergli pietà e riconciliazione . In quel momento il Signore scende dal suo trono e si inchina davanti a noi guardandoci negli occhi  dal basso in alto e ci dice: sono perdonati i vostri peccati, alzatevi e andate in pace. La parte oscura e buia di noi si illumina, la parte morta che è in noi inizia a prendere vigore e risorge. Zaccheo oggi ci invita a non aver paura di incontrare il Signore e ci rivela la sua esperienza di Dio. Il Signore non condanna, non rimprovera e non castiga, ma tende sempre la mano per farci rialzare e risorgere a vita nuova.

© 2016 S.Maria del Cengio - Comunità dei Servi di Maria
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