fra Renzo Marcon, priore del convento di S.Maria, introduce la serata che si svolge nell’ambito del Festival Biblico 2018 dedicato al FUTURO.

Monasteri aperti al futuro
Sezano e Praglia, esperienze innovative tra ecologia e bene comune.
Venerdì 18 maggio 2018

Saluto e Introduzione
Nel contesto del Festival biblico che ha per tema il Futuro noi frati e amici del
convento di santa Maria abbiamo proposto di porre uno sguardo empatico sulla realtà
dei Monasteri aperti al futuro, attraverso esperienze innovative tra ecologia e bene
comune. Abbiamo invitato p. Silvano Nicoletto, responsabile della comunità di
Sezano e p. Mauro Maccarinelli della comunità benedettina di Praglia. E’ previsto
anche l’intervento di fra Ermes sulla Casa dei sentieri e dell’Ecologia integrale, che
è fiorita qui a santa Maria.
Vorrei introdurre la serata evocando l’esperienza dei nostri primi padri, uomini del
1200 della città di Firenze, che nel salire a Monte Senario, distante poco più di 12
Km da Firenze, sono presi dallo stupore, sono come incantati davanti a questo monte.
“In cima trovarono una radura bellissima, anche se piccola: da una parte una fonte di
ottima acqua, tutt’intorno un bosco ordinatissimo, come se fosse stato piantato da
mano umana…. E ringraziarono Dio di cuore”. In un testo antico – verbale del
capitolo conventuale – si legge che nessuno poteva tagliare un albero senza
l’autorizzazione del capitolo e dunque senza una riflessione ecologica, senza la
sapienza evangelica.
C’è nel Dna della vita monastica e delle grandi tradizioni religiose un rapporto
sponsale con la natura, con la terra, con l’ambiente. Un’autentica spiritualità non
separa l’uomo dalla natura, anzi lo porta a riconoscere che “ogni creatura è oggetto
della tenerezza di Dio” e a vivere una più consapevole e amorosa relazione con le
piante, con l’acqua, con i fiori…
Rivisitando l’esperienza della vita monastica e delle grandi tradizioni religiose si
trova quella forza innovativa, creatrice che nasce dalla dimensione contemplativa, per
cui
– le aree paludose vengono trasformate in giardino,
– le abitazioni sono architettate sulle linee cosmiche (come il chiostro nel
monastero, ad es. nell’Abbazia di Praglia ci sono 4 chiostri: doppio o della
clausura, botanico, pensile o del Paradiso, e rustico),
– il lavoro interpretato come partecipazione all’opera creatrice di Dio,

– la cultura percepita come amorosa attenzione alla bellezza che fa uscire dal
pragmatismo utilitaristico (Laudato sì 215),
– la vita vissuta in comunione con tutti gli esseri e con tutte le fedi.
Su questo ultimo punto vorrei ricordare l’esperienza di p. Bede Griffith, monaco
benedettino, nato nel 1906 in Inghilterra e morto in India nel 1993, con la sua
visione del Cristo cosmico. Per Padre Bede, che ha interiorizzato la spiritualità
cristiana – hindù, il Corpo di Cristo non può essere mai limitato alla Chiesa
visibile e ancor meno ad una tradizione ecclesiastica, il suo spirito abita l’uomo e
tutta la creazione (cf Aurobindo-Teilhard de Chardin). In Italia possiamo ricordare
l’eremo di Campello con sorella Maria, l’eremo delle Stinche con fra Giovanni
Vannucci, il monte Senario come il monte – per usare un termine coniato da
Raimon Panikkar -, cosmoteandrico, che evoca le tre dimensioni della realtà –
cosmica, divina e umana…
Inoltre ogni progetto innovativo si attua dentro il valore della sobrietà, della
essenzialità, della semplicità, perché come si legge nella “Laudato sì” “il costante
cumulo di possibilità di consumare distrae il cuore e impedisce di apprezzare ogni
cosa e ogni momento” (Laudato sì 222).
Auguro a me e a tutti voi, che siete venuti, di far tesoro della sapienza (con il duplice
significato di conoscenza e di sapore) che attraversa l’esperienze condivise questa
sera, e che sono il futuro già presente.
L’incontro di questa sera cade nell’anniversario di morte di fra Davide M. Montagna
(+ 2000), frate dei Servi, cantore della via della Bellezza. Scrive:
“Cuore mio
ascolta e temi
il Verbo che passa
(anche qui…)” [Isola Vicentina, 1980]

© 2016 S.Maria del Cengio - Comunità dei Servi di Maria
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