Download Servi di Maria 2014 Anno Vita consacrata (172)

S E R V I E SERVE

DI MARIA

UNICA VOCAZIONE

PLURALITÀ DI RISPOSTE

l’identica vocazione quali servi e serve di santa maria

ispirazione mariana/fraternità/servizio

discepolanza dello spirito

­si ramifica in molteplicità di risposte

FRATI – MONACHE – SUORE – ISTITUTI SECOLARI

FRATERNITÀ SECOLARE – DIACONIE LAICHE – OBLATI

I FRATI

L’Ordine dei frati Servi di Maria ricorda come data di fondazione l’an­no 1233, allorché a Firenze sette laici si ritirarono dalla vita familiare e sociale dapprima in un piccolo romitorio nella città, poi sul Monte Senario da dove scendono quali, fondatori: sono i Sette Santi che il papa Leone XIII canonizzò nel 1888 tutti insieme a testimonianza che anche un gruppo, una comunanza, una fraternità costituisce un pro­getto di vita virtuoso e un percorso di santità. I loro nomi sono: Bonfiglio, Amadio, Bonagiunta, Manetto, Sostegno, Uguccione, Alessio.

Disse Filippo da Firenze, frate della seconda generazione dell’Ordine, priore generale dal 1267 all’anno di morte nel 1285, a chi chiedeva di loro: “la nostra origine è in Toscana; ci chiamiamo Servi della glorio­sa vergine Maria e portiamo l’abito del suo dolore per la morte del fi­glio Gesù; viviamo nello stile dei santi apostoli; siamo guidati in fra­ternità dalla regola di sant’Agostino”.

Ispirazione a santa Maria, servizio, fraternità sono anche oggi i cardi­ni che identificano l’Ordine dei Servi, ripetutamente rimarcati nelle costituzioni vigenti (mediazione attuale all’evangelo che enuclea le ispirazioni basilari e i punti fermi nella organizzazione della vita individuale e comunitaria).

L’Ordine dei Servi di Maria, sorto come espressione di vita evangeli­co-apostolica, è una comunità di uomini riuniti nel nome del Signore Gesù. Mossi dallo Spirito, ci impegniamo, come i nostri Primi Padri, a testimoniare il Vangelo e ad essere al servizio di Dio e dell’uomo, ispi­randoci costantemente a Maria, madre e serva del Signore”.

Noi che abbiamo scelto il celibato per il Regno di Dio, dobbiamo tro­vare nella fraternità un appoggio e un ambiente adatto per lo sviluppo armonioso della nostra persona”.

L’obbedienza alla Parola di Dio, vivente nella Chiesa, anima la vita della comunità, costantemente protesa a scoprire la volontà di Dio su di sé e sui fratelli”.

Il lavoro, la comunione dei beni e il modesto tenore di vita costitui­scono la testimonianza di povertà, volontariamente assunta dalle co­munità dei Servi”.

Riconosciamo nella preghiera un mezzo e un fermento per la crescita nella comunione con Dio, una sorgente ed espressione essenziale del­la nostra vita comunitaria e personale”.

Avremo verso le creature solo rapporti di pace, misericordia, giusti­zia, amore”.

Frati Servi di Maria sono presenti nei cinque continenti, comprese le ‘terre di missione’.

Oltre i Sette Fondatori, santi dei Servi sono Filippo da Firenze (1233-1285), Pellegrino da Forlì (1265-1345), Antonio Pucci (1819-1892); numerosi i beati e altri contemporanei dei quali è avviato il ‘processo canonico’ di beatificazione-canonizzazione.

LE M O N A C H E

Già nei primi decenni di storia dei Servi di Maria erano presenti le ‘claustrali’: donne che vivono in comunità come consacrate al Signo­re tramite i voti di castità povertà obbedienza; ma a differenza delle suore restano sempre nel medesimo convento ritirate nella ‘clausura’ (donde la denominazione di ‘claustrali’).

Il loro convento è monastero, cioè luogo di vita in ritiro comune; il loro appellativo è monache, cioè donne che scelgono la solitudine; mediante le loro scelte sono contemplative, cioè intente a Dio e alle cose di Dio nella solitudine e nel silenzio, in continua preghiera e intensa penitenza. Piccolezza e umiltà dell’Ordine dei Servi di Maria si riflettono anche nella piccola estensione dei monasteri femminili animati dalla spiri­tualità servitana.

In Italia sussistono, dopo il primo a Sant’Angelo in Vado (Pesaro/ Urbino [fondazione: 1256]), i monasteri di Arco (Trento [1689]), Carpenedo (Mestre: 1821/1939), Montecchio d’Emi­lia (1805), Roma (1803/1958), Verona (1967); altri sono in Spagna, Ger­mania, Inghilterra, Messico, Mozambico; e presto anche in Asia.

Il preciso progetto di vita monastica è delineato nelle rinnovate co­stituzioni delle monache (federazione italiana).

silenzio. “Il silenzio monastico favorisce il silenzio di tutto il nostro essere, perché, ad imitazione della Vergine di Nazaret, possiamo accogliere pienamente la Parola e viverla nell’incessante colloquio con il Padre”.

preghiera. “Vogliamo accogliere l’esortazione del Signore a pregare sempre. La nostra vita sia una continua ricerca amorosa del volto di Dio e della comunione con lui, contemplato in spirito e verità, amato nelle sorelle, scoperto negli eventi umani, servito in ogni attività”.

parola di dio. “Consacrate all’ascolto della Parola, siamo assidue al quotidiano impegno delle ‘lectio divina’ e aperte all’annuncio liturgi­co. A imitazione della Vergine, altissimo esempio di creatura orante, impareremo a conoscere i richiami della Parola di Dio negli uomini, negli avvenimenti, in tutto il creato”.

Penitenza. “Con la penitenza, che è il nostro personale e comunitario impegno di vita evangelica, cresciamo verso la perfetta statura di Cristo … La nostra comunità monastica è chiamata a rispecchiare anche nelle forme esteriori la preghiera e il digiuno di Cristo nel deserto per vivere più intensamente la sua partecipazione al mistero pasquale”.

clausura. “Con la clausura esprimiamo una realistica e continua ricerca del deserto e del monte solitario, come luoghi nei quali Dio rivela agli uomini i segreti del suo amore”.

ospitalità. “Accogliamo nell’ospite il Figlio dell’uomo [Gesù] che si presenta nelle sembianze del pellegrino; è uno dei modi con cui realizziamo il nostro servizio e la nostra co­munione con gli uomini, soprattutto con i più bisognosi”.

Sante e beate: alle origini Giuliana Falconieri, Giovanna da Firenze; nell’attualità beata Maria Guadalupe Ricart Olmos (1881-1936) proclamata beata l’11 marzo 2001 insieme ad altri martiri caduti per la fede durante la guerra civile in Spagna.

Immagine in alto: monache in preghiera aSant’Angelo in Vado.

LE SUORE

Nella storia della Chiesa solo intorno alla metà del secolo xix le donne che sentivano la vocazione religiosa (vita consacrata) hanno potuto giovarsi dell’alternativa al monastero (dove rigi­da era la clausura) vivendo in un convento. È’ il tempo delle Congregazioni femminili.

Esse si organizzano come comunità intenta alla sequela del Signore tramite i voti tradizionali di castità povertà obbedienza che animano le molteplici forme di vita comunitaria, dalla preghiera alla condivisione dei beni, dalla organizzazione interna alla formazione personale, dal servizio alla missione.

Caratteristica delle Congregazioni femminili è il servizio. A dif­ferenza delle monache che rendevano non pochi servigi restan­do in monastero, le suore si mettono al servizio oltre che nel proprio convento anche uscendo da esso. E si tratta di servizio alle varie povertà nel nome del Signore.

Molte Congregazioni di suore venivano fondate con la finalità di servizio a malati, orfa­ni, infanzia abbandonata o esclusa dalla scuola, anziani, emi­granti, bisognosi in genere e al tempo delle loro origini erano molti in Italia e in Europa come adesso continuano nei Paesi che sono restati poveri. Ognuno conosce asili, scuole, ospedali e altri luoghi in cui le suore erano e sono attive.

Sono 19 le Congregazioni delle suore Serve di Maria. Undici sono italiane. Talune si identificano per un riferimento comune alla Addolorata (Congregazioni di Chioggia [anno di fondazione: 1873], Firenze [1854], Pisa [1896], Napoli [1840], Nocera [1872], Minime [1868: fondatrice santa Clelia Barbieri 1847-1870]); alcune si riferiscono al luogo di fonda­zione (Ravenna [1852], Galeazza [1862]), altre si presentano con denominazioni simboliche: Riparatrici (Vidor tv 1900), Compassioniste (Scanzano na 1869), Mantellate (Pistoia 1861).

Condividono tutte la comune spiritualità servitana di testimonianza all’evangelo visibilizzata nella fraternità e nel servizio nonché nel­la ispirazione a santa Maria madre del Signore.

Le Serve di Maria italiane oltre che in Europa sono presenti, anche come missiona­rie, in America (Canada, USA, Messico, Cuba, Colombia, Brasile, Bolivia, Argentina, Cile), Africa (Tanzania, Costa d’Avorio, Congo, Uganda, Togo, Swaziland, Madagascar), Asia (Corea, India, Filippine, Indonesia).

È in corso il ‘processo canonico’ di beatificazione e canonizzazione delle fondatrici M. Maddalena Starace, Compassioniste (1845-1921: beata nel 2007); Pasqualina Addatis, Nocera (1845-1900); Eleonora Giorgi, Firenze (1882.1945); M. Dolores Inglese, Riparatrici (1866-1928).

Immagine in alto: suora delle Riparatrici insegnante nelle Filippine.

GLI ISTITUTI SECOLARI

Il linguaggio intende dire una realtà molto precisa e vitale quale è la vocazione evangelica allusa nella denominazione Istituti Secolari. Il sostantivo istituto indica una organizzazione che si fonda su ordi­namenti e strutture concordate; l’aggettivo secolare traducendo dal latino equivale a ‘vivere nel mondo’, ‘stare nella società’.

Si tratta di una forma di vita che individua radici nell’‘ascetismo do­mestico’ delle quattro sorelle vergini e profetesse che vivevano la loro sequela del Signore nella propria casa, menzionate in Atti 21,9. La forma di vita degli Istituti Secolari venne approvata per la prima volta dal papa Pio xii nel 1947; il concilio Vaticano II ne riconosce l’autentica consacrazione (Perfectae caritats 11).

Gli Istituti Secolari professano i tre voti di castità pover­tà obbedienza. Taluni prevedono forme di vita comunitaria.

Gli Istituti Secolari (femminili) aggregati ai Servi di Maria sono due.

l’istituto secolare servitanoviene fondato a Londra nel 1952. La finalità è descritta all’inizio della regola di vita. L’Istituto “si definisce come espressione dello spirito e della finalità dell’Ordine dei Servi di Maria vissuta in mezzo al mondo e nelle cir­costanze proprie delle persone secolari. Volendo noi essere autenti­che Serve di Maria, cerchiamo di cogliere il significato della vergine Maria, madre di Cristo, nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”.

Finalità operativa è l’apostolato come servizio. “Il nostro apostolato, come quello dei primi Servi di Maria, sorge immediato dalla nostra preghiera, esprimendosi nel fedele servizio a Dio e al suo popolo se­condo i bisogni dei nostri tempi”.

L’istitutoregnum mariaesorge ad Ancona nel 1959. La denomina­zione fa riferimento a Maria regina, alla madre di Cristo, serva e gloriosa, della quale condivide la regalità e lo stile del servizio..

La regola di vita ne presenta identità e servizio.

L’Istituto secolare Regnum Mariae è una Famiglia riunita nel nome di Gesù. In essa c’impegniamo a testimoniare l’Evangelo e ad essere al servizio della Chiesa e degli uomini, rimanendo nel mondo e ispirandoci costantemente a Maria, madre e serva del Signore. Tale impegno, radicato nella consacrazione battesimale ed espresso con la professione dei consigli evangelici, viene assunto da ciascuna per portare alla sua pienezza il comandamento della carità”.

Il nostro apostolato di testimonianza è vivere in Cristo tutte le realtà umane e adempiere, in spirito di servizio, il mandato sociale con responsabilità e competenza”.

A Maria, espressione dei più alti valori femminili, [ogni sorella] si ispira per realizzarsi pienamente come donna e per impegnarsi in un servizio di amore fino anche al sacrificio”.

Immagine in alto: sorelle dell’Istituto Regnum Mariae in Uganda.

LA FRATERNITÀ SECOLARE

Il linguaggio non sempre evidenzia con immediatezza il senso esat­to di una espressione. Ecco espressioni che hanno bisogno di una spiegazione: Fraternità secolare, Ordine Secolare, Terz’Ordine. Indicano una forma di vita animata dalla fraternità evangelica, or­ganizzata all’interno della società (secolare in latino è il mondo a differenza del convento), aggregata a un Ordine religioso.

L’Ordine dei Servi di Maria annovera tale forma di vita già dal tem­po delle proprie origini. La maggioranza di questi ‘secolari’ sono laici: laici furono inizialmente i sette fondatori dell’Ordine dei Servi; ma anche sacerdoti sono parte integrante della fraternità seco­lare.

L’aggettivo servitano qualifica la tipologia di questa forma di vita, che traduce la spiritualità propria dei Servi di Maria, delineata nella nuova regola di vita (1995).

fraternità. Impegnati ad attualizzare l’esperienza religiosa dei Primi Sette Padri che vissero in comunione fraterna per un migliore servizio a Dio, alla Vergine, ai fratelli e alle sorelle, anche i Servi di Maria Secolari, riuniti nel nome del Signore, trovano nella propria Fraterni­tà la sua presenza per realizzare la speciale chiamata alla santità.

servìzio. Fedeli alla loro vocazione di servizio, essi desiderano irradiare nel mondo l’amore di Cristo e offrire agli uomini una testimonianza di vita e di dedizione ai fratelli, sull’e­sempio di Maria.

opere di misericordia. Attraverso la devozione alla Vergine Addo­lorata il Servo di Maria Secolare acquista un singolare interesse per il servizio agli infermi, agli anziani, ai fratelli materialmente o spiritualmente bisognosi. In tale impegno di servizio la figura di Maria ai piedi della Croce resta la loro immagine conduttrice.

ispirazione mariana. Il Servo di Maria Secolare si ispira costantemente a Maria che lo guida ad una vita sem­plice e di servizio tutta orientata verso Dio. Nella Vergine vede il modello perfetto del discepolo di Gesù; a lei si dedica totalmente, la celebra particolarmente come la Vergine Addolorata; si impegna, tramite la preghiera personale e lo studio, ad approfondirne la co­noscenza e il ruolo nel mistero della salvezza.

la promessa. È il segno di ‘appartenenza’ e l’atto con cui il candidato rinnova la sua consacrazione battesimale, impegnandosi a viverla secondo la spiritualità servitana, in comunione fraterna con tutte le componenti della Famiglia dei Servi.

Servi di Maria secolari furono don Ferdinando Baccilieri (1821-1893) fondatore delle Serve di Maria di Galezza proclamato beato il 3 ottobre 1999 e Cecilia Eusepi (1910-1928) proclamata beata 17 giugno 2012 (in alto sua immagine).

In quasi tutte le regioni d’Italia sussistono Fraternità Secolari, oltre che all’estero.

LE DIACONIE LAICHE

Le Diaconie laiche dei Servi di santa Maria sono un movimento, formato da coppie di sposi, che assumono e condividono la spiritualità dell’Ordine dei Servi di Maria, iniziato, nel sec. XIII, da sette laici fiorentini, amici tra di loro e grandi innamorati di “Nostra Donna”, la Madonna, Maria madre del Signore.

La vocazione di ogni Diaconia è quella di diventare -per grazia dello Spirito santo e nel proprio contesto storico e geografico- una verace Chiesa domesti­ca, esplicitamente dedicata a santa Maria, scelta come immagine conduttrice di tutta l’esistenza, per l’accoglienza e la sequela del Verbo incarnato.

Ogni Diaconia -dal giorno della professione- viene associata all’Ordine dei Servi di santa Maria. È guidata, come regola di vita, dalla ricerca quotidiana dell’evangelo di Gesù Cristo, in ascolto amoroso e stupito e nella recezione di esso.

Diaconia è il nucleo familiare che si impegna:

* a vivere i valori umani ed evangelici rappresentati da Santa Maria,

* a fare della propria casa un luogo di incontro amicale, di ascolto assiduo della Parola di Dio, di dialogo solidale con coloro che cercano.

La Diaconia

* si ispira alla vita esemplare di Maria e Giuseppe, i quali nella casa di Nazaret custodiscono e fanno crescere Gesù;

* dialoga e collabora con le comunità dei Servi e delle Serve di Maria;

* si pone -ricordando il nome ricevuto- a servizio della realtà ecclesiale e sociale;

* partecipa con cuore misericordioso alla vita;

* si riconosce pellegrina e ospite su questa terra;

* scegliendo la via della sobrietà e dell’ essenzialità si adopera per l’avverarsi del sogno di Dio: essere tutti fratelli e sorelle in Cristo.

Il movimento delle Diaconie è guidato da una esenziale e concisa regola di vita.

Il nome di ogni diaconia configura una identità e costituisce un impegno e tutti insieme sgranano una litania a

Santa Maria donna: dello Spirito, del Silenzio, dell’Ascolto, del­la Parola, dell’Attesa, della Vita, dell’Accoglienza, del Magnificat, della Ricerca, dell’Incontro, del Giubileo, della Trasfigurazione, della Misericordia, della Salute, della Riconciliazione, della Divina Pace, dell’Amicizia, della Consolazione, della Solitudine amica, del Discepolato, delle Beatitudini, dell’Epifania, dell’Agape, della Speranza, dell’Arca Divina, dell’Assunzione, della Santa Croce, della Divina Grazia, del Santo Monte.

Attualmente le diaconie in Italia sono una trentina.

Fondatore delmovimento delle diaconie-iniziato l’8 settembre 1982- fu fra Davide Maria Montagna (+2000).

OBLATO / FRATELLO DELLA COMUNITÁ

oblato è vocabolo che significa ‘donato, ‘offerto’. Designa una persona che viene donata a Dio da altri (segnatamente se è un bambino) o si dona lui medesimo a Dio. L’‘oblazione’ era (ed è) una forma di vita collegata ad una istituzione religiosa (anche diocesana per i presbite­ri).

L’oblato non è un religioso: partecipa alla spiritualità e condivide espressioni, tempi, servizi dentro l’istituzione religiosa alla quale e nel­la quale si offre.

L’oblazione si concreta tramite una ritualità che ne visibilizza la qualità e l’appartenenza. Tale oblazione può essere tem­poranea o permanente. L’oblato resta sostanzialmente laico. È una via aperta a uomini e donne, oblatì e oblate.

Anche nell’Ordine dei Servi di Maria è presente la figura dell’oblato. La prima testimonianza di una oblazione risale al 1265: il fiorentino Arrigo di Baldovino dona a fra Manetto -il primo dei Sette Santi Fon­datori- il ricavato di vendite immobiliari e lui stesso si fa “converso e devoto” (ossia ‘oblato’) nella comunità dei Servi a Cafaggio (Firenze) e così apre la lunga serie di oblati dei Servi, uomini, donne e coniugi che ne arricchiranno, anche spiritualmente, la vita comunitaria. Testimo­nianze concernono anche donne, come la vedova Petrula Pauli di Foli­gno: il 25 agosto 1325 “volendo per l’amore di Cristo e per la salvezza sua legarsi all’Ordine dei Servi” si fa oblata nel convento della sua cit­tà.

Nei tempi correnti il vocabolo ‘oblato’ è in disuso, non la forma. Ac­canto e all’interno delle comunità vi sono presenze che si possono con­figurare come ‘oblati’. Il senso sostanziale di tale posizione sta nella condivisione di elementi della spiritualità e tempi di vita e di servizio con la comunità di riferimento.

Le vigenti costituzioni dei frati Servi di Maria consentono soluzioni in appoggio alla vocazione della oblazione. Scrivono: “La comunità si accordi nell’accettare le persone che chiedono di condividere la sua vita fraterna in modo temporaneo o stabile, secondo le modalità convenute con il con­siglio provinciale”.

Non si tratta di un ‘religioso’ dimezzato, di un ‘frate’ a tempo determinato, di un ‘volontariato conventuale’ senza re­gole. È la figura del fratello della comunità, nella quale egli trova un sostengo in più alla propria identità umana e alla vocazione cristiana attraverso il carisma dell’Ordine: fraternità, servizio, ispirazione a san­ta Maria serva del Signore, umile disponibilità

Ogni comunità dei Servi di Maria è disponibile anche oggi ad accogliere tale vocazione.

PREGHIERE VOCAZIONALI

O Signore, con cuore umile ti preghiamo

di aiutare i Servi e le Serve di santa Maria

a raggiungere una vita più fraterna e santa,

a rendere la loro presenza in mezzo agli uomini

più soccorrevole e misericordiosa.

Possano le fraternità dei Servi

essere la strada, il ponte, il segno

per chiunque vuol giungere a te,

luce per chi ha bisogno di luce,

pace per i cercatori di pace,

servi per quelli che hanno bisogno di loro.

Possano le comunità dei Servi

essere la pietra del miracolo,

il richiamo alla preghiera,

la fraternità che libera l’uomo dalla solitudine,

i luoghi dove la luce del Risorto

viene comunicata in umanissime forme di vita.

Amen.

Manda, Signore, operai alla vigna del Senario,

gloriosa eredità della Vergine Madre,

ceppo che tu hai piantato.

Manda operai all’alba, al meriggio, al tramonto,

la cui gioia sia lavorare per il Regno,

la mercede, servire la nostra Signora.

Manda, Padre, tuoi figli e figlie,

pronti a seguire sempre senza indugio Cristo

nella forma di vita dei Servi.

Mandali nella casa di santa Maria:

umili e miti, obbedienti e liberi,

il cuore indiviso, protesi a te nell’amore.

Manda, Signore, nuovi fratelli e sorelle,

con noi pellegrini dell’Assoluto,

compagni ed amici nella salita alla Sorgente della salvezza.

Mandali, sulle orme dei Sette primi Padri,

operatori di concordia e di pace,

cantori della tua gloria, messaggeri del Vangelo.

Manda, Signore, nuovi Servi e Serve di santa Maria,

infiammati dal fuoco dello Spirito,

viandanti nella speranza verso la Città della vita.

A te Padre la gloria, a te Figlio l’onore, a te Spirito lode senza fine.

Amen.

A Te, Signore, con fiducia ci rivolgiamo

Figlio di Dio,

mandato dal Padre agli uomini di tutti i tempi

e di ogni parte della terra!

Ti invochiamo per mezzo di Maria,

Madre tua e Madre nostra:

fa’ che nella Chiesa non manchino le vocazioni,

in particolare quelle di speciale dedizione al tuo Regno.

Gesù, unico Salvatore dell’uomo,

ti preghiamo per i nostri fratelli e sorelle

che hanno risposto “sì”

alla tua chiamata al sacerdozio, alla vita consacrata, alla missione.

Signore misericordioso e santo,

continua ad inviare nuovi operai nella messe del tuo Regno!

Aiuta coloro che chiami a seguirti in questo nostro tempo:

fa’ che rispondano con gioia alla stupenda missione

che affidi loro per il bene del tuo popolo

e di tutti gli uomini

tu che sei Dio

e vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo

nei secoli dei secoli.

Amen.

O Maria, che chiamasti i nostri Sette Santi Padri

e lungo i secoli tanti altri uomini e donne

a servire Cristo e i fratelli,

ispirandosi al Vangelo e al tuo esempio,

dona anche oggi la grazia di nuove vocazioni per il tuo Ordine.

Concedi ad esso di essere sempre

la Famiglia da te benedetta e amata,

in modo che colui che la sceglie come sua stabile dimora

viva con generosità gli insegnamenti del tuo Figlio

e sia sempre al servizio della Chiesa e degli uomini

con piena disponibilità e con totalità di amore.

Amen.

Sette Santi Padri

obbedienti alla voce dello Spirito

che vi chiamava verso la perfetta statura di Cristo:

intercedete perché la vocazione dei vostri seguaci

libera dagli intralci del disimpegno

gioiosa nella diuturna perseveranza

maturi nella robustezza della dedizione

all’amore e al servizio.

Sette Santi Padri servi della gloriosa santa Maria

che vi chiamava a condividere come fratelli

fede speranza e carità nella vita comune:

intercedete perché le comunità dei vostri seguaci

perseverino in umile operosa disponibilità allo Spirito

e mantengano porte e cuori aperti all’accoglienza.

Santo Padre Filippo

accolto fra i primi doni a speranza di futuro

Servo di Dio e dei fratelli

intercedi perché le nuove vocazioni imparino e custodiscano

l’amore alla propria vocazione,

crescano di numero, àbitino ovunque la terra.

Santa Sorella Giuliana

custode della fiaccola della beata verginità

ricevuta dall’amore dei primi fratelli

casti servi della santa vergine Maria:

intercedi perché le Serve di Maria

sapienti siano nei monasteri

operose nelle comunità di servizio

testimoni gioiose della consacrazione nel mondo

amorose nella edificazione della casa diaconale

animatrici di spiritualità nella semplicità del quotidiano.

l‘orante devoto di santa maria

Si pone in ascolto umile e grato.
Stabilisce relazioni cordiali e trasparenti.
Costruisce un dialogo verace e costruttivo.
Si fa compagno solidale e paziente.
Vive una solitudine intensa e ospitale.
Collabora per un’agape fraterna e gioiosa.
Si dedica all’opera di intercessione con amorosa fedeltà.

A C R O S T I C I

S servi misericordiosi S signore

E edificatori del regno E eccoci

R raccolti intorno alla parola R riconoscenti

V voci dello spirito V vogliamo

I icone vive di Cristo I incontrarci

D discepoli di crsito D donarci

I inviati di pace I ispirando

M messaggeri delL’Evangelo M m;ARIA

A abitatori della solitudine A amore

R ricecatori della sapienza R rinnovato

I innamorati della bellezza I I nno

A adoratori del padre A alleluia

© 2016 S.Maria del Cengio - Comunità dei Servi di Maria
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