Memoria di fra Davide Montagna,
nel XX° anniversario della sua morte

[+ 18 maggio 2000]
Fra Davide, frate dell’Ordine dei Servi di santa Maria, storico, poeta e cantore dell’amore a santa Maria e della spiritualità servitana, ci insegni, dentro il groviglio del nostro tempo, segnato dalla pandemia, a “vegliare il futuro oltre ogni segnale di
morte”.
Noi frati di santa Maria del Cengio, grati per la eredità umana e spirituale che fra Davide ci ha lasciato, in lunghi anni e fecondi, vissuti in questa comunità, viviamo questo ricordo in una “distanza partecipe” – in ottemperanza alle norme governative –
coltivando uno sguardo nuovo alla vita, ispirandoci a santa Maria, bellezza altissima e dolce.

Preghiera dei Servi alla Vergine
Santa Maria,
icona della Bellezza increata,
da cui già i nostri Padri
furono sedotti,
con ardente desiderio
anche noi oggi ricerchiamo
il tuo sguardo verginale,
carico di umana tenerezza.
O sorella,
dal cuore più giovane del mondo,
noi vogliamo varcare
la soglia
del terzo Millennio della Chiesa
come pellegrini antichi,
che avanzano ignari e fidenti,
cantando il tuo nome.
Madre amorosa, veglia
-ti chiediamo-
su questo nuovo esodo
spalancato sul futuro del mondo,
liberandoci da ogni angoscia.
Noi ti accogliamo di nuovo
come limpido dono di speranza

entro il groviglio, spesso oscuro,
della nostra esistenza
e insieme ci impegniamo a vivere
secondo la luce della divinità,
che la tua immagine di donna
continuamente ci riverbera.
Potessimo ogni giorno
come te
rispondere allo Spirito:
solo così l’impossibile
si farà evento gioioso
di umanità finalmente salvata
ed offerta totalmente
al servizio del Regno
[Davide Maria Montagna, Stupore Tutte le poesie (1957-2000), Servitium 2010, p. 440]

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