L’opera dei Servi di Maria a Isola

 

Fin dal loro arrivo nel 1905, si stabilì un’intensa relazione tra i Servi e la popolazione di Isola. I frati riuscirono a intercettare e dare espressione al popolare bisogno di un interlocutore sacro femminile, proponendo una molteplicità di proposte devozionali riverenti all’immagine di Maria. Tutte le sfaccettature della vita personale furono portate ai piedi della Madre. Ogni isolano, nelle più importanti occasioni, saliva alla chiesa sulla cengia per affidarsi e chiedere una speciale protezione. Ognuno si affidava alla Madonna e a lei si rivolgeva fiducioso per essere indirizzato, guidato e protetto negli itinerari della vita.

Le madri incinte presentavano suppliche per l’esito positivo della gravidanza. Dopo il battesimo, ciascun neonato riceveva nuovamente l’aspersione dell’acqua benedetta. Il 25 agosto ogni mamma accompagnava il figlio in chiesa per ripetere l’atto di consacrazione. I bambini della Prima Comunione salivano alla chiesa per mettersi sotto la protezione della Madonna. Nell’occasione della Seconda e Terza Comunione i ragazzi tornavano nella chiesa per rinnovare la richiesta di protezione. I ragazzi della Cresima salivano per pronunciare la preghiera di affidamento. In occasione della visita militare, immancabile era la messa dei coscritti per l’affidamento alla Madonna nel momento del passaggio ufficiale all’età adulta. Le coppie di sposi, subito dopo la cerimonia nuziale, salivano alla chiesa per la benedizione e per implorare la protezione sulla nuova famiglia.

Ma si ricorreva alla benevolenza anche in ogni altra iniziativa personale o familiare. Quando si comprava un campo si chiedeva che un frate impartisse la benedizione. Così quando si aggiungeva una bestia in stalla. Prima di iniziare una nuova casa si domandava che un frate benedisse il luogo della costruzione o le fondamenta. La benedizione era ripetuta a lavori ultimati.

Nella chiesa s’innalzavano anche preghiere silenziose. Nei particolari momenti del bisogno, della malattia, del dolore, della sofferenza, delle prove difficili della vita molti ricorrevano alla Madre implorando compassione, aiuto, misericordia. Molte volte la riconoscente memoria dell’evento ritenuto miracoloso si materializzava negli ex voto.

Negli ultimi decenni la comunità dei frati di Isola si è impegnata nella promozione spirituale, immettendo creatività nel culto e nei riti, proponendo diversi itinerari di ricerca religiosa, da quella contemplativa a quella culturale. Il convento è diventato crocevia affollato di persone, gruppi, religiosi nell’aderire alle iniziative di riflessione, di preghiera, di fraternità. Intenso è rimasto il rapporto anche con la comunità isolana, cui sono stati offerti impulsi religiosi e culturali.

Anche oggi, sulla cengia isolana, Maria si offre a chi ha bisogno di compassione e misericordia, e la comunità dei frati dà ospitalità all’incontro, all’ascolto, al dialogo a ogni persona che cerca.

(Albano Berlaffa)

 

La Samaritana al pozzo (Gv 4, 6-30)

Quel giorno al pozzo mi aspettavo di essere sola.

Sotto il sole più cocente vedo un uomo che non

conosco. Ha addosso la fatica della strada,

il vento sabbioso impigliato nei capelli.

Mi chiede da bere.

Non è samaritano, lo colgo al volo da quelle poche parole: un giudeo.

Perché parli a me, donna di questa terra disprezzata?

A te che sei qui, accanto a un pozzo, senza neppure un secchio per attingere acqua, importa la mia sete: chi sei, uomo di fascino e di mistero?  Tu sai le cose di Dio, come un uomo del tempio, ma certo non lo sei.

Tu hai parole che arrivano come le carezze di un vasaio: sotto le tue dita qualcosa prende forma in me.

Il sole è altissimo nel cielo, non dà scampo, ma noi sostiamo e parliamo, e questo luogo – un grano di polvere sulla terra – diventa il centro del mondo, uno spazio per parole decisive.

Noi due all’orlo del pozzo stiamo come accanto all’orlo del cuore:

guardiamo dentro, dove si trova il desiderio d’amore.

« Dove posso incontrare il Dio che ama, il Dio sempre fedele, stretto a me come un anello di nozze al dito? In quale tempio, su quale monte mi aspetta, abbraccio che riempie la vita di senso? »

L’acqua del pozzo è profonda come la mia domanda, ma tu mi conosci più di me stessa:

« Il Dio vicinissimo lo trovi nel cuore e tu sarai sorgente zampillante per l’eternità ».

Sorpresa dalla gioia, corro dalla mia gente: venite, ho trovato chi conosce il più grande desiderio del cuore e lo disseta e fa di noi acqua alla sete di altri!

 

(marina.marcolini@gmail.com)

 

CALENDARIO

MARZO / APRILE 2014

 

Sabato 8 marzo, ore 9.00:
  Ritiro per i fratelli e le sorelle dell’Ordine secolare dei Servi, aperto a chi è interessato.

 

Lunedì 24 marzo, ore 20.30: 
  Camminata meditativa dal chiostro all’eremo santa Maria.

 

L’Ora della Madre                 Esperienze di madri nell’orizzonte biblico

 

†  Ed Eva disse: «Ho acquistato un uomo nel Signore». (Gen  4, 1)

 

Mettere al mondo un figlio:

quando partorire diventa malinconia

 

Venerdì 21 Marzo 2014, ore 20.30 – 21.30

 

La malinconia è il prezzo della nascita dell’eterno nell’uomo.

Troppo dolorosa è la malinconia e troppo a fondo spinge le sue radici nel nostro essere di uomini, perché la si debba abbandonare nelle mani degli psichiatri.                                   R. Guardini, Ritratto della malinconia.

 

†  Il figlio di Agar scherzava con il figlio di Sara e Sara chiese ad Abramo di

scacciare la schiava e suo figlio. (Gen 21, 9-12)

 

Un figlio a rischio (la pedofilia)

 

Venerdì 28 Marzo 2014, ore 20.30 – 21.30

Per qualche istante il cuore si acquieta, abbandonandosi a un senso precario

di sollievo nella speranza che siano gli altri, “solo i figli degli altri a esser toccati da tali atrocità”. Ma quando la vita e i sogni di un bambino vengono infranti ognuno di noi è coinvolto, le responsabilità si intrecciano.

Non è possibile neppure distinguere le vittime dagli aguzzini.

M. Rita Parsi in A. Bocci, Lettere al padre di un giovane pedofilo.

 

† Come faremo ora a dire a Davide che il bambino è morto? (2 Sam 12, 18)

 

Veder morire un figlio

 

Venerdì 4 Aprile 2014, ore 20.30 – 21.30

DAUGHTERS FOR LIFE. Adesso sapete come sono morte le mie figlie, ma vorrei celebrarle e onorarle dicendovi di più come sono vissute. Le mie figlie erano speciali. Erano ragazze modeste e graziose, disposte a dare una mano agli altri. […] Gli angeli abbasseranno le ali per il compiacimento nei confronti di chi cerca la conoscenza, gli abitanti del cielo e della terra e i pesci del mare chiederanno clemenza per l’uomo istruito.

 

I. Abuelaish, Non odierò.

Dalle Sacre Icone:

la Madre nel destino e nella missione del Figlio

L’Icona è il luogo dove l’umano incontra il divino

 

Venerdì 11 Aprile, ore 20.30

Gv 12, 12 sg

 

Dov’è la Madre?

Contemplazione iconografica: Gesù entra a Gerusalemme

(Domenica delle Palme)

 

Giovedì 17 Aprile, ore 20.30

Gv 13

 

… Io sono la serva del Signore

Liturgia della Cena del Signore con l’icona di Gesù che lava i piedi ai suoi.

 

Venerdì 18 Aprile, ore 20.30

Gv 19, 25-27

L’albero della vita, albero di luce

Liturgia nella Passione del Signore con l’icona di Maria ai piedi della Croce.

 

……………….

 

Meditazioni di Romano Guardini

a cura di Giuliana Fabris

 L’umiltà di Dio

 Dio è umile.

Si dice che uno è umile quando si piega dinanzi alla grandezza di un altro, o quando esalta qualità d’ingegno superiori alle sue, o quando apprezza senza ombra d’invidia meriti altrui. Ora, questo non è umiltà, ma onestà…. Umiltà non va dal basso in alto, ma dall’alto in basso…

Non significa che il più piccolo riconosca il più grande, ma che questi si inchini con riverenza davanti al più piccolo. È un grande mistero…

In atto di assumere la condotta dell’umiltà, il grande si sente egli stesso stranamente sicuro, e sa che quanto più arditamente egli si umilia tanto più sicuro trova se stesso… appunto perché piccolo, è prezioso….

Ecco l’umiltà di Dio. Condiscendenza a ciò che al suo cospetto è nulla; possibile solo perche egli è l’onnipotente.

 

R. Guardini, Il Signore, ed. Vita e Pensiero, BG 1950, p.302-303; cfr ed. Morcelliana, BS 2008, p. 430-432.

 

 

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