un convento sulla cengia

Da mille anni una chiesa dedicata alla Vergine Maria pervade di significato sacro la cengia di Isola. Nei primi quattro secoli del secondo millennio l’edifi-cio religioso proponeva un culto significativo, ma il rito era episodico. Ma dalla metà del Quattrocento la cengia divenne luogo quotidiano di spiritualità.

Anche a Isola si concretizzò l’intenso fervore mariano che nella vicina città era stato avviato dalle apparizioni della Madonna a Vincenza Pasini sul colle di Monte Berico nel 1426 e nel 1428.

Per iniziativa della famiglia Zeno e con il contributo di Giovanni Porto la chiesa sulla cengia fu ristrutturata e accanto fu costruito un convento. La nuova costruzione permise la presenza stabile di una comunità monastica.

Furono chiamati i frati dell’ordine di santa Brigida di Firenze. Il 25 giugno 1456 fra Battista di Normandia diede inizio a una autonoma comunità conventuale. La memoria di quei monaci è legata alla consacrazione della chiesa e dell’altare maggiore sotto l’antico titolo di Santa Maria, ma precisato in quello della Purificazione di Maria. Tuttavia la vicenda isolana dei brigidittini fu di breve durata. Il 14 gennaio 1462 rinunciarono alla nomina e abbandonarono il convento.

Il filo della storia della conventualità di Santa Maria del Cengio fu subito riannodato. La famiglia Porto chiamò sulla cengia i frati dell’ordine dei Canonici di San Salvatore di Venezia. Il 18 marzo 1462 la nuova comunità, sotto la guida di fra Cristoforo da Milano, iniziò a ufficiare la chiesa e abitare il convento.

I Canonici di San Salvatore restarono sulla cengia isolana per più di trecento anni. Diedero forma completa alla chiesa e al convento, rinnovarono l’imma-gine sull’altare assommando il culto cristologico a quello mariano.

Il 12 settembre 1771, per iniziativa del Senato della Repubblica di Venezia, la comunità monastica di Isola fu soppressa.

I frati abbandonarono il convento. Per tutto l’Ottocento il monastero restò disabitato. Solo la chiesa mantenne la sua funzione religiosa venendo ufficiata saltuariamente da un prete.

Nel 1894 il conte Antonio Porto espresse l’intenzione di cedere ai Servi di Maria di Monte Berico l’intero complesso di Santa Maria di Isola.

E il 27 aprile del 1905 la nuova comunità, guidata da fra Giovanni M. Bianchini, iniziò ad abitare il convento e ufficiare la chiesa.

Da allora i Servi di Maria danno identità alla vita spirituale sulla cengia isolana.

Albano Berlaffa

 

 

Apri la prima pagina del Vangelo di Giovanni
e senti che ne esce un’onda di poesia.
Il ritmo delle parole ti accarezza
come le note di un tema musicale
o come il respiro alterno del mare.
Ascolti e ti lasci avvolgere
dalla spirale luminosa del canto:

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini:
la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.
(Gv 1,1-5. 9-14)

Dio e mondo, tutto e nulla, luce e tenebre: ogni cosa è convocata in questo vertice del pensiero espresso in musica. Ed ecco che la storia oscura di un falegname di Nazareth prende il volo su ali d’aquila, si innalza al di-vino, all’eterno e trascina in alto anche la tua storia.

Vangelo grandioso e vertiginoso, che però si riassume in una parola sem-plice, accogliere: a quanti lo hanno accolto, ha dato il potere di diventare figli di Dio.

All’inizio di ogni cosa, della nuvola e del filo d’erba, del topo e del ragno, del sasso e del tuo cuore che batte, c’è Dio, c’è il suo disegno d’amore. La materia del mondo è intrisa di luce.

Scintilla d’eterno anche tu: prima di tua madre, ti ha partorito la luce. Sgusciato dal Creatore, sei passato attraverso la luce di Gesù, la sua potenza di vita.

Quella luce ti è rimasta addosso, puoi scoprirla e accoglierla.
Ricorda che anche una piccola fiammella può perforare il buio più fitto.
Marina Marcolini

 

calendario del mese

1 gennaio: ♦ Solennità di s. Maria, madre di Dio e Giornata della pace

Papa Francesco ha scelto come tema per la 47.ma Giornata Mondiale della Pace nel 2014: Fraternità, fondamento e via per la pace. Contro la “cultura dello scarto” e la “globalizzazione dell’indifferenza”, il Papa propone il concetto della fraternità – che non è “sterile assistenzialismo” – per dare un volto più umano al mondo.

15 gennaio: ♦ memoria di s. Antonio Pucci dell’Ordine dei Servi di Maria

Nacque nel 1819 a Poggiòle, in diocesi di Pistoia. A 18 anni entrò nel nostro Ordine e vi fu ordinato sacerdote; fu parroco a Viareggio per 45 anni, fino alla morte; per la statura piccola veniva chiamato familiarmente il curatino. Si distinse per la carità verso i bisognosi, tanto da meritarsi il titolo di padre dei poveri: per loro giunse a togliersi di dosso d’inverno anche il mantello.

18/25 gennaio: ♦ Settimana di Preghiera per l’unità dei cristiani

Tema: “È forse il Cristo diviso?” (1 Corinti 1, 10-13).

Vi esorto pertanto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a es-sere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire. Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «Io invece sono di Cefa», «E io sono di Cristo». È forse diviso il Cristo?

24 gennaio, ore 20.30: ♦ Incontro con il dott. Aristide de Marchi, responsabile locale per la diocesi di Treviso del SAE (Segretariato Attività Ecumeniche), sul tema: “Luci e ombre dell’ecumenismo oggi”.

27 gennaio: ♦ Giornata della Memoria

In questo giorno ricorre la Giornata Internazionale della Memoria: è la data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, per ricordare lo sterminio degli ebrei, la Shoah, la persecuzione, le leggi razziali, la morte, l’orrore dell’azione dell’uomo che dal 1938 al 1945 si è macchiato del più terribile dei crimini della storia. «Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario». (Primo Levi)

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