I commenti di fra Ermes sono due: per i social e per Avvenire.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita» (…). 

Giovanni 14, 1–12

per i social

Il mistero di Dio è nella tua vita: vive nel tuo nascere, amare,  osare, dare la vita… e in ogni tuo amore è Lui che ama.

Non abbiate paura!
Gesù ci mostra il suo antidoto: abbiate fede, nel Padre e in me. Sappiate che il contrario della paura non è il coraggio, è la fiducia nel Dio che è amore, e non ci molla.
Vi porterò con me, perché siate dove sono io. Lì abita Qualcuno che ha desiderio e nostalgia di noi. Da questo luogo parte l’onda che smuove la storia, una passione che attraversa l’eternità. È Dio stesso che dice ad ogni suo figlio e a me: il mio cuore è a casa solo accanto al tuo.
“Signore, come ci si arriva?” “Io sono la via”.
Io sono: verità disarmante è il suo muoversi libero, regale e amorevole tra le creature. Mai arrogante. Dritto e sicuro.
La strada verso Dio è la vita di Cristo, da ripercorrere con la mia:
preferire coloro che lui preferiva, rinnovare le sue scelte, muoversi solo nella sua direzione altrimenti non arrivi. È la strada del “vi do un comandamento nuovo, amatevi!” , quella della comunità di Gerusalemme che inventa il gruppo dei diaconi perché non siano trascurate le vedove
(Atti 6,1). Quella riassunta da Maritain così: non cercatemi in un luogo, ma là dove amo e sono amato.
La verità è coraggiosa e amabile. Quando invece è arrogante e senza tenerezza, è una malattia che ci fa tutti malati di violenza. La verità dura, dispotica, gridata da parole di pietra “è così e basta”, o imposta per legge, non è la voce di Dio.
Dio è verità amabile di occhi e mani accesi!
Io sono la vita. Parole che nessuno spiegazione può esaurire. Che hai a che fare con me, Gesù di Nazareth? La risposta è una pretesa eccessiva e sconcertante: io faccio vivere.

Io sono la vita. Cioè più Vangelo c’è in me e più vivo di vita eterna, che si oppone alla pulsione di morte, alle paure, alla sterilità di una vita inutile.
Vita è tutto ciò che possiamo mettere sotto questa nome: futuro, amore, casa, festa, riposo, desiderio, pasqua. Per questo fede e vita, sacro e realtà, hanno l’identica sorgente, e coincidono.
E interviene Filippo: “Mostraci il Padre!” Belli questi apostoli che vogliano capire e chiedono, come noi. Ma quanta tristezza nelle parole di Gesù, sento tutta la sua delusione: Da tanto tempo sono con voi… da così tanti anni sei cristiano e ancora non mi conosci?
Non lo conosco, e neppure conosco la fame, la nostalgia che fa dire a Filippo: mi basta vederti!
Filippo: chi ha visto me ha visto il Padre. Guardi Gesù, come vive, come ama, come accoglie, come muore, e capisci Dio e la vita.
Il mistero di Dio non è lontano da te, è nella tua vita: vive nel tuo nascere, amare, dubitare, credere, perdere, illuderti, osare, dare la vita… e in ogni tuo amore è Lui che ama.
I gesti e le parole di Gesù: energia che sa scheggiare corazze dure e fa fiorire la corteccia malata della storia, se permettiamo che la sua tenerezza passi attraverso le nostre mani.

per Avvenire

Io sono la via, la verità e la vita (…)

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