I commenti di fra Ermes al Vangelo della domenica sono due:

  • il primo per i social
  • il secondo su Avvenire

In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani (…). Giovanni 4,5-42

per i social

Pregare non è questione di luoghi o templi: dove sei vero, ogni volta che sei vero, il Padre è con te.
Seduto con te al muretto del pozzo, a bere ogni parola.

Per riannodare i fili di un amore ecco il metodo di Dio, in uno dei brani più ricchi del Vangelo.
Al pozzo di Giacobbe, Gesù accompagna una donna verso il Suo mistero passando per la sua storia di donna, aiutandola a capirsi.
Nulla rivela così tanto dell’uomo quanto i suoi amori. Ed è proprio così che Gesù si accosta alla Samaritana dai molti amori, ma rimasta nel deserto dell’amore.
Da Sicar si vedono il monte Garizim e cinque colli con i resti dei templi pagani. Il popolo ha seguito i cinque idoli, come ha fatto la donna coi suoi uomini. Storia, simbolo, popolo, persona, tutto si fonde per convergere lì: lo Sposo cerca la sposa perduta. Dal momento in cui ti mette in vita, Dio ti invita alle nozze con Lui. Ognuno a suo modo.
Dammi da bere!! Sete, ma non di acqua. E’ l’incontro che ti cambia la vita! L’incontro con chi ti parla come nessuno. Ricevimi, donami, donandomi mi otterrai di nuovo!
Gesù inizia il corteggiamento (la fede è la risposta alla seduzione di Dio) offrendo qualcosa: se tu sapessi…
Lui sa che tutti troviamo più semplice, in cambio di un grande amore, inseguirne cento, piccoli e inappaganti. Ma non aggredisce la donna dai cinque mariti, nessuna morale per lei.. la incontra senza farla arrossire.
Delicatezza assoluta.
Donna, non vivere per questo: fame, sete, amori, un po’ di religione; lo sai, alla fine avrai un po’ acqua, ma sempre poca! Non vivere senza dono.
Il dono è il fulcro della storia tra i due: non una brocca più grande, non un pozzo più profondo, ma un’immagine bellissima: lei condotta verso la sua sorgente a trovare verità e bene anche nella sua vita accidentata.
Ed è su questo frammento d’oro che s’appoggia, saldo, il resto del dialogo.

Niente consigli, di più: Gesù ne fa un tempio. Mi chiedi dove adorare Dio, su quale monte? Ma sei tu il monte!
Tu il tempio sicuro in cui Dio si annida in spirito e verità!
Pregare non è questione di luoghi, monti o templi: dove sei vero, ogni volta che sei vero, il Padre è con te.
Seduto con te al muretto del pozzo, a bere ogni parola.
Il canto della sorgente.
Ti darò la mia vita, che non è possesso, che non puoi contenere, imparerai che se la vita non va verso altri in fecondità, è vita mancata.
La donna di Samaria capisce che non placherà mai la sua sete bevendo a sazietà, ma solo se sarà acqua buona per altri.
E corre via, abbandona brocca e pozzo, chiama, annuncia, testimonia, ferma tutti per strada, profetizza e contagia d’azzurro… c’è uno che mi ha detto tutto…
La sua debolezza diventa forza e roccia, le ferite di ieri feritoie di
futuro.
Gesù è colui che non mi rinchiude nei miei fallimenti numerosi come gli uomini della samaritana, ma chiede che la mia vita sia canto di sorgente.
E anch’io, giunto al pozzo come mendicante d’acqua, me ne tornerò, dissetato, a mendicare il cielo.

per Avvenire

Gesù e una donna straniera, occhi negli occhi. (…)

leggi su Avvenire

Write a comment:

You must be logged in to post a comment.

© 2016 S.Maria del Cengio - Comunità dei Servi di Maria
Top
Seguici su: