I commenti al Vangelo di p. Ermes sono due:

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  • il secondo pubblicato su Avvenire

Cosa c’è più affidabile di un Dio che si perde a contarti i capelli?

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Cosa c’è più affidabile di un Dio che si perde a contarti i capelli? Che ama da innamorato ogni fibra tua, uno solo dei tuoi capelli e tutto il tuo mistero?

Camminiamo sul crinale stretto della storia: da un lato il versante oscuro della violenza con le sue guerre, catastrofi e menzogne; dall’altro il versante della tenerezza che salva: neppure un capello del vostro capo andrà perduto. E noi si sta in mezzo, non si evade, mantenendo chiaro il confine.

Quando avverrà tutto questo? Gesù non risponde, perché il quando è adesso. Adesso il mondo è fragile, fragili la natura e l’amore. Invece del quando, Gesù indica come camminare: con perseveranza. E’ la creazione che lotta contro il male. Gesù, i suoi testimoni, la natura, il tempio del corpo, tutto deve passare attraverso morte e rinascita, croce e risurrezione, legge dell’intera storia. Tutto si tiene nella croce. Tutto si tiene nella risurrezione.

Ma voi… bellissimo questo “ma”: una resistenza a ciò che sembra vincente. Ma voi alzate il capo: agite, non omologatevi, non arrendetevi. Il Vangelo convoca all’impegno, al tenace, umile, quotidiano lavoro dal basso che si prende cura della terra e delle sue ferite, degli uomini e delle loro lacrime. Senza cedere allo sconforto né alle seduzioni dei falsi profeti.

È la beatitudine degli oppositori: loro sanno che il capo del filo rosso della storia è saldo nelle mani di Dio. E quand’anche la violenza apparisse signora e padrona della storia, voi sapete che nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Uomo e natura possono sprigionare tutto il loro potenziale distruttivo, eppure non possono nulla contro l’amore: davanti alla tenerezza di Dio sono impotenti.

Ecco ancora l’infinita cura di Dio per l’infinitamente piccolo, la sua finezza amorosa per cui nulla è insignificante di ciò che fa parte di me. Non è solo desiderio, è vera sapienza: Gesù insegna a vivere il moto di un pendolo che va dall’infinitamente piccolo alla grande storia, dal frammento di materia al segreto della vita, da uno solo dei miei capelli a tutto il futuro del cosmo.

Ciò che deve restare scolpito nel cuore è l’ultima riga del vangelo: risollevatevi, alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. In piedi, a testa alta. Siate liberi e coraggiosi!

E noi, come il contadino che guarda il cielo, seminare, piantare, attendere, perseverare sapendo che nel caos della storia lo sguardo di Dio è fisso su di me non come giudice che incombe, ma come innamorato di ogni mio frammento più piccolo, di cui è il custode.

Mi colpisce una parola: sarete odiati da tutti. Discepoli odiati: perché contestano la logica del mondo, smascherano l’inganno del denaro e del potere, l’inganno del mondo che ama la morte dicendo di amare la vita.

Ci sono due mondi. E loro sono dell’altro.

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