L’anidride carbonica (CO2) che si accumula nell’atmosfera è la principale responsabile del cosiddetto

“effetto serra” e, quindi, dell’innalzamento della temperatura del pianeta. Dall’inizio della seconda ri-
voluzione industriale (quella basata su elettricità e chimica), le attività umane hanno causato l’aumen-
to della concentrazione media annuale di CO2: è la concentrazione senz’altro più alta degli ultimi 800

mila anni. Dall’innalzamento della temperatura derivano i problemi che affliggono oggi il pianeta:

carestie, fame, guerre, migrazioni, catastrofi naturali dipendono spesso, in maniera diretta o indiret-
ta, dal riscaldamento globale. Per questo è giusto parlare di crisi climatica: qualsiasi altro problema,

paragonato a questo, diventa irrilevante.
Cosa possiamo fare per invertire questo andamento?

Cambiare, a livello massivo i nostri stili di vita riduce certamente le emissioni di CO2. Vivere se-
condo criteri di sostenibilità, ridurre sensibilmente i consumi di carne, razionalizzare i trasporti, svi-
luppare tecnologie che consentano un uso quotidiano e diffuso di energie rinnovabili sono azioni che

abbassano le emissioni di CO2 e ci auguriamo che diventino comportamenti sempre più diffusi. Così
come continueremo a lavorare perché le politiche governative ad ogni latitudine mettano le risorse

naturali al centro degli interessi dei paesi. Ma questi comportamenti presuppongono un cambiamen-
to culturale profondo che, in quanto tale, richiede tempo. Tempo che non abbiamo. È dunque urgente

affiancare a questi processi di graduale conversione ecologica, azioni che portino molto rapidamente
ad un abbassamento dei livelli di CO2. Una di queste azioni è molto semplice ed è alla portata di
ognuno di noi.
Per questo lanciamo qui un

APPELLO A PIANTARE ALBERI

Milioni, miliardi di alberi. Possiamo farlo oggi, subito: non inciderebbe sui nostri stili di vita, avreb-
be costi irrisori rispetto a qualunque altra alternativa e funzionerebbe sicuramente. Piantare miliardi

di alberi coprendo ogni zona del pianeta che possa essere adatta. Soprattutto le nostre città. È nelle

città, infatti, che si produce il 70% della CO2 globale, ed è nelle città che questa va bloccata. Immedia-
tamente. Ogni zona delle città che possa ospitare degli alberi deve essere utilizzata a questo scopo. Si

può fare e si può fare in fretta e con poco.

CHIEDIAMO QUINDI

ad ogni cittadino di buona volontà, ad ogni organizzazione di qualunque natura e orientamento, ad

ogni azienda pubblica o privata, alla straordinaria rete di comuni e regioni d’Italia, al governo nazio-
nale di unirsi a noi con l’obiettivo di

PIANTARE IN ITALIA 60 MILIONI DI ALBERI ENTRO IL 2020.

Un albero per ogni italiano: 60 milioni di alberi che dal loro primo istante di vita realizzano la loro
opera di mitigazione dei livelli di CO2 nell’atmosfera. Inoltre, dopo anni di intensa cementificazione
del suolo e in assenza di una legge che tuteli questo patrimonio; la scelta di luoghi su cui favorire una
riforestazione intelligente può contribuire a valorizzare il bene comune del paesaggio urbano e rurale
del nostro paese. Ci impegniamo a far sì che questa buona pratica cresca di anno in anno su scala
mondiale, ma se vogliamo arrivare al 2030 in condizioni atmosferiche non irreversibili, il momento
di agire è adesso.

Stefano Mancuso – Scienziato e Direttore LINV
Carlo Petrini – Presidente Slow Food
Domenico Pompili – Vescovo di Rieti

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[11.09.2019] CS. Campagna Nazionale 60 milioni di alberi

24.07 Pagine da DRAWDOWN_volume 214×274

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